Il borgo che ha stregato Cartier-Bresson: donne in costume e un lago a forma di cuore
A Scanno, a 1.050 metri di quota in provincia dell’Aquila (AQ), Abruzzo, è difficile capire in quale secolo si stia camminando. Le case si arrampicano una sull’altra lungo vicoli stretti, gli archi uniscono i palazzi, le scale tagliano i dislivelli e, ancora oggi, qualche donna esce di casa indossando il costume tradizionale. Non è un museo vivente costruito per i turisti: è un paese di meno di millesettecento abitanti che per la sua forma, per la luce e per il suo isolamento ha attirato alcuni tra i più grandi fotografi del Novecento.
Il più celebre fu Henri Cartier-Bresson. Durante uno dei suoi viaggi in Italia, iniziati nel 1951, rimase affascinato da questo villaggio e fotografò le sue strade e le sue donne in costume, contribuendo a far conoscere a un pubblico internazionale un luogo rimasto per secoli ai margini. Da allora Scanno è, per chi ama la fotografia, una destinazione a sé.

Perché i fotografi sono venuti qui
Cartier-Bresson non è stato l’unico. Il paese è stato un laboratorio visivo per Hilde Lotz-Bauer, Mario Giacomelli, Renzo Tortelli, Gianni Berengo Gardin, Ferdinando Scianna e Mario Cresci: nomi che, messi in fila, compongono quasi un’antologia della fotografia italiana ed europea. Nel 1964 una fotografia scattata da Giacomelli a Scanno, nota come Il bambino di Scanno, entrò nella collezione permanente del MoMA di New York. In Piazza San Rocco una targa ricorda i due fotografi.
Il motivo di tanto interesse è, in fondo, semplice: a Scanno la fotografia trova già pronta una composizione. Le donne in costume, la pietra scura, i fondi chiari dei muri, i vicoli verticali producono immagini che sembrano costruite. Per chi vuole approfondire il linguaggio fotografico del Novecento, il punto di partenza è la nostra introduzione alla fotografia di Man Ray; per l’uso della fotografia come messa in scena dell’identità, c’è l’analisi di Cindy Sherman. E per chi vuole vedere la fotografia contemporanea dal vivo, a Torino si tiene la fiera The Phair.
Il costume e l’arte degli orafi
Il costume femminile di Scanno è considerato il più famoso d’Abruzzo. La gonna, pesantissima (può arrivare a 15 chili), si accompagna a una camicia dalle ampie maniche, a una giacca colorata chiusa da bottoni d’argento e a un copricapo chiamato cappellitto. I laccetti cambiano colore a seconda delle occasioni: rossi per Sant’Eustachio, azzurri per la Madonna delle Grazie, neri per il lutto, bianchi per i matrimoni. Un linguaggio fatto di colori che racconta di una società in cui l’abito comunicava più delle parole; per chi vuole leggere la grammatica cromatica da un punto di vista artistico, c’è il nostro saggio su colore, psicologia, simbologia e storia.
All’abito si lega l’oreficeria. La prima bottega di orafi documentata a Scanno risale al 1718, e le botteghe si sviluppano soprattutto nell’Ottocento e nel primo Novecento, molte lungo via degli Orafi. L’oggetto più noto è la presentosa, un gioiello che si donava per il corredo di nozze. Una tradizione che sopravvive e che si può ancora acquistare in paese.

Le chiese e i palazzi del centro
Il cuore del paese è la chiesa di Santa Maria della Valle, sulla piazza principale: l’esterno è in stile romanico abruzzese, con tre portali e rosoni, il campanile ha forme romaniche con una guglia cinquecentesca e l’interno custodisce frammenti di affreschi medievali, un coro ligneo intagliato e confessionali e pulpito in legno opera di Ferdinando Mosca di Pescocostanzo. Poco distante la chiesa di Santa Maria delle Grazie, raggiungibile da una breve scalinata, ha decorazioni a stucco di Pietro Piazzoli di Como.
Tra i palazzi, il più elegante è Palazzo Mosca, accompagnato dai palazzi Tanturri, Serafini Ciancarelli e di Rienzo. Poi c’è la Fontana Sarracco, con i suoi due archi romanici, e il Museo della lana, che espone attrezzi agricoli e strumenti per la lavorazione della lana, oltre a una tavola romana. Per chi ama scoprire musei fuori dai grandi circuiti, la nostra guida ai musei italiani: otto tesori nascosti da Nord a Sud offre altre idee.
Il lago a forma di cuore
A poca distanza dal paese si trova il lago di Scanno, il più grande bacino naturale d’Abruzzo. Visto dall’alto ha una forma che ricorda un cuore, e il suo colore passa dal verde al blu a seconda della luce, delle alghe e della vegetazione intorno. Si è formato per una frana staccatasi dal Monte Rava che sbarrò il corso del fiume Tasso: Tito Livio la attribuì al terremoto del 217 a.C., ma studi più recenti la datano a circa 12.800 anni fa. Misura circa un chilometro quadrato e raggiunge i 32 metri di profondità. Sulla collina tra il paese e il lago sorge l’eremo di Sant’Egidio, seicentesco.

Nei pressi si apre anche la riserva naturale delle Gole del Sagittario, che la strada statale attraversa salendo verso il passo Godi. Il paesaggio si inserisce nell’orbita del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Per un colpo d’occhio sull’idea romantica di un lago di montagna, rimandiamo alla nostra riflessione sul Romanticismo tra sentimento e natura, mentre per chi cerca la luce alpina in pittura c’è la scheda su Giovanni Segantini.
Un set cinematografico mai dimenticato
Nel 1956 il paese e i suoi dintorni furono il set di Uomini e lupi, film con Silvana Mangano e Yves Montand. È una delle tante occasioni in cui il cinema del dopoguerra scoprì il Sud e il Centro dell’Italia rurale: per un quadro più ampio di quell’epoca, si può leggere il profilo di Mario Monicelli, il vero cronista dell’Italia del dopoguerra.
Abruzzo e dintorni: da L’Aquila alla Majella
Scanno è una buona base per esplorare l’Abruzzo interno. L’Aquila, con il Castello e Collemaggio, è la tappa storica; il fiume Tirino, indicato come il più pulito d’Europa, è la meta naturalistica; la Majella, con i suoi eremi, è raccontata nei nostri percorsi d’arte nell’Appennino. Per un confronto con altri borghi d’Italia isolati e quasi sospesi nel tempo, vi consigliamo Roscigno Vecchia, Civita di Bagnoregio e Trentinara, il terrazzo selvaggio sul Cilento.
Tra i borghi dell’Italia centro-meridionale più legati alle feste, Agnone, in Molise, è raccontato nei sei borghi italiani dove il Natale è pura magia. E se l’idea di viaggiare in alta quota vi appassiona, le Dolomiti offrono un altro mondo di montagne. Altri itinerari li trovate nella sezione guide turistiche e tra i borghi italiani.
Le date da segnare
Il calendario di Scanno è fitto di appuntamenti legati al costume e alla fotografia: il 14 agosto si rievoca con Ju Catenacce un antico corteo nuziale in abiti tradizionali, il 10 novembre si celebrano le Glorie di San Martino, e il paese ospita il Premio Scanno e un Premio Internazionale di Fotografia. Per informazioni aggiornate su orari, eventi e servizi si può consultare la scheda di Scanno del Touring Club Italiano, mentre per un profilo del fotografo che contribuì a renderlo celebre c’è la voce di Wikipedia su Henri Cartier-Bresson.
La fotografia come eterno presente
C’è una domanda che ogni visitatore prima o poi si pone a Scanno: è un luogo rimasto fermo o è un luogo che ci siamo abituati a immaginare fermo? Cartier-Bresson cercava l’«istante decisivo», e questo borgo sembra offrirne uno a ogni angolo. Ma il paradosso è che proprio le fotografie hanno cambiato Scanno più di qualunque terremoto o modernizzazione: l’hanno resa un archetipo, una cartolina d’autore. Forse la vera antichità del posto è questa, il fatto che il tempo non si sia fermato ma sia stato fermato, ogni volta, da chi ha saputo guardare. E oggi tocca a noi, visitandolo, decidere se aggiungere un’altra immagine all’archivio o provare, almeno per un’ora, a non fotografare nulla.
Informazioni pratiche
Dove si trova: Scanno (AQ), Abruzzo, a 1.050 metri nella valle del Sagittario, tra i Monti Marsicani. Da non perdere: Santa Maria della Valle, Fontana Sarracco, Museo della lana, le botteghe orafe di via degli Orafi, il lago, le Gole del Sagittario. Quando andare: estate per il lago, 14 agosto per Ju Catenacce, autunno per i colori della valle, inverno per la neve. Da portare con sé: scarpe comode per i vicoli in salita e, per forza, una macchina fotografica.
SOSTIENI GRATUITAMENTE IL PROGETTO DI ITALIAN ART JOURNAL SEGUENDOCI SU FACEBOOK E SU INSTAGRAM
PER TE È GRATIS, PER NOI È ESTREMAMENTE IMPORTANTE! GRAZIE MILLE!
