Panorama sulla Val d'Arda da una via di Castell'Arquato
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Castell’Arquato, il borgo medievale intatto sopra la Val d’Arda: rocca, balene fossili e un set da film

Si arriva dalla pianura e a un certo punto la strada comincia a salire. In cima a una collina della Val d’Arda, in provincia di Piacenza (PC), Emilia-Romagna, appare un profilo che sembra uscito da una miniatura: una rocca quadrangolare, un campanile, un palazzo di mattoni con le merlature a coda di rondine. Castell’Arquato ha meno di cinquemila abitanti, fa parte del club dei Borghi più belli d’Italia e ha ricevuto la Bandiera arancione del Touring Club. Il suo segreto è semplice: ha conservato quasi intatta la forma di un borgo medievale di crinale, e la offre in uno spazio così compatto che si legge in una mattina.

Panorama sulla Val d'Arda da una via di Castell'Arquato
La Val d’Arda vista da via Porta di Sasso a Castell’Arquato. Fonte: Wikimedia Commons (Par, CC BY-SA 4.0)

La Rocca Viscontea: quattro torri e un mastio di quarantadue metri

Il monumento più riconoscibile è la Rocca Viscontea, costruita tra il 1342 e il 1349 per volere di Luchino Visconti, signore di Milano. Ha pianta quadrangolare, quattro torri angolari ed era circondata da un fossato; il mastio che la domina misura 42 metri. Oggi ospita un museo dedicato alla vita medievale. Salire sulla torre è il modo migliore per capire perché il borgo sia stato conteso: da lassù si controlla la valle, e si vede la direttrice che collegava la pianura all’Appennino. All’interno, il museo di vita medievale aiuta a immaginare come si vivesse in una guarnigione di fine Trecento. È una visita che si fa volentieri con i bambini, perché le scale, i camminamenti e le torri trasformano lo spazio in un percorso di scoperta più che in una lezione.

Il mastio e la torre nord della Rocca Viscontea di Castell'Arquato
Il mastio e la torre nord della Rocca Viscontea. Fonte: Wikimedia Commons (Par, CC BY-SA 4.0)

Il castello si inserisce nel paesaggio di fortificazioni lombarde e padane che vale la pena confrontare con quello di Sabbioneta e con le architetture di Mantova, dove la camera dipinta da Mantegna nel palazzo dei Gonzaga è un altro capitolo di vita di corte, raccontato nell’approfondimento sulla Camera degli Sposi.

Piazza e Collegiata: il centro di pietra e mattoni

Sotto la rocca si apre la piazza principale, su cui si affaccia la Collegiata di Santa Maria, costruita nel 1122 sul sito di una chiesa precedente, databile al 758, che era crollata a causa del terremoto del 1117. Ha tre navate e fa parte di quell’insieme di edifici medievali che danno al borgo la sua unità: chiesa, palazzo pubblico e rocca sono disposti a pochi passi uno dall’altro, come in una maquette della vita civile dell’epoca, e basta fermarsi al centro della piazza per vedere insieme il potere religioso, quello comunale e quello signorile. Accanto alla Collegiata, nelle sale del Museo della Collegiata, si conservano argenti, arredi sacri, dipinti, sculture, codici e documenti d’archivio; una sezione espone paramenti, tra cui un mantello indossato da papa Paolo III.

Abside e campanile della Collegiata di Castell'Arquato
L’abside e il campanile della Collegiata di Castell’Arquato. Fonte: Wikimedia Commons

Di fronte si staglia il Palazzo del Podestà, voluto da Alberto Scotti nel 1292: la parte duecentesca è in mattoni, con merli a coda di rondine, e la torre porta due orologi. Poco lontano, il Palazzo del Duca fu costruito nello stesso 1292 dallo stesso Scotti come edificio di corte e prese il nome dall’uso come residenza dei duchi Sforza nella prima metà del Seicento: nel cortile ci sono fontane di bronzo con otto bocche a testa di animale. Per capire quanto questo vocabolario di mattoni, torri e piazze sia diffuso nel Nord Italia, si possono leggere le nostre guide a Modena, a Bergamo Alta, a Vicenza e a Padova.

Il museo delle balene: quando qui c’era il mare

C’è un lato di Castell’Arquato che sorprende chi si aspetta solo medioevo. In epoca pliocenica la zona era sott’acqua, e dal terreno sono emersi fossili del piano Piacenziano, tanto che parte del territorio ricade nel Parco regionale dello Stirone e del Piacenziano. Il Museo geologico «G. Cortesi», ospitato nell’ex ospedale di Santo Spirito, conserva un cetaceo fossile ritrovato nel 1934, il cranio di una balena trovato nel 1983 a Tabiano di Lugagnano e una collezione di molluschi fossili. L’ospedale stesso, documentato come istituzione già nel 1272, fu costruito per ospitare i pellegrini su una variante della Via Francigena che passava per il paese; l’edificio attuale è del Cinquecento.

Le mura merlate della Rocca Viscontea di Castell'Arquato
Le mura merlate della Rocca Viscontea. Fonte: Wikimedia Commons (Par, CC BY-SA 4.0)

La Francigena è un filo che attraversa molte delle nostre guide: dalla Lucca di Puccini a San Gimignano e a Siena, fino a Pienza, nella Val d’Orcia.

Il Torrione Farnese e il librettista

Salendo ancora si incontra il Torrione Farnese, costruito fra il 1527 e il 1535 per Bosio II Sforza e completato nel 1570 da Sforza I Sforza: una struttura quadrata, alta una ventina di metri, con quattro bastioni angolari e cinque piani. Tra le sue vicende recenti, dopo la seconda guerra mondiale ospitò lo studio di Aldo Braibanti e poi la scuola di combattimento medievale Gens Innominabis.

Castell’Arquato è anche la patria di Luigi Illica, commediografo e librettista; accanto alla sua casa natale sorge un museo a lui dedicato, e dal 1961 il Premio internazionale Luigi Illica si assegna ogni due anni. Per chi ama il teatro musicale, il filo è con Lucca, la città di Puccini, mentre per la pittura lombarda del Seicento si può partire dalla Pinacoteca di Brera.

Un set naturale: Ladyhawke e il cinema

Il borgo ha fatto da quinta a più di un film. Parti del borgo alto, la Rocca Viscontea, la piazza e la Collegiata furono location di Ladyhawke, diretto da Richard Donner con Matthew Broderick, Rutger Hauer e Michelle Pfeiffer. È un’ulteriore conferma che il paese, senza mai essere stato musealizzato, ha l’aspetto di un Medioevo ideale. Per chi cerca altre scenografie reali di borghi italiani, la nostra lettura su Civita di Bagnoregio, su Ostuni e sul borgo dei muri dipinti di Dozza offre un confronto.

A tavola nel Piacentino

Il borgo è anche una buona porta d’ingresso alla cucina piacentina. In questa parte dell’Emilia si producono salumi tradizionali come la coppa, la pancetta e il salame piacentino, tutti a denominazione di origine protetta, e vini della zona dei Colli Piacentini come il Gutturnio. Nelle osterie del centro, per un pranzo lento dopo la salita, si trovano pisarei e fasò, i tortelli con la coda e le torte salate della tradizione locale. Conviene verificare orari e disponibilità prima di partire, perché molte trattorie lavorano su prenotazione nei fine settimana. Per un confronto con altre cucine di borgo, la nostra guida alle Langhe e agli itinerari enogastronomici racconta un modello simile di territorio.

Come organizzare la visita

Si visita bene in mezza giornata, ma funziona meglio in una giornata intera con una passeggiata sul crinale. Conviene lasciare l’auto nei parcheggi ai margini, salire alla piazza a piedi, entrare nella Collegiata e nel museo, poi alla rocca, e dedicare il pomeriggio al museo geologico. Per approfondire la destinazione, la scheda di Castell’Arquato del Touring Club e il portale di Visit Piacenza sono i punti di partenza più affidabili. Per proseguire verso altri luoghi dell’Emilia, ci sono le guide a Ferrara, a Bologna e a Ravenna; per altri itinerari fra i borghi italiani, una raccolta aggiornata è nella sezione dedicata alle guide turistiche. A pochi chilometri, la frazione di Vigoleno, in comune di Vernasca, completa il quadro dei borghi della zona.

Il borgo che conserva restando mobile

Il paradosso di Castell’Arquato è che il suo aspetto immobile sia in realtà la somma di continue ricostruzioni. La Collegiata è stata rifatta dopo un terremoto, la rocca è nata per un signore e oggi serve alla memoria, l’ospedale dei pellegrini è diventato un museo di balene, la torre dei duchi ha ospitato lo studio di Aldo Braibanti e una scuola di combattimento medievale. Nulla è rimasto come era, e proprio per questo tutto è ancora qui. Il Medioevo, a Castell’Arquato, non è stato conservato sotto una teca: è stato riusato con pazienza, e ha imparato a durare cambiando funzione.

Informazioni pratiche

Dove si trova: Castell’Arquato (PC), Emilia-Romagna, sulle prime colline della Val d’Arda, alla sinistra del torrente. Da non perdere: Rocca Viscontea, Collegiata e Museo della Collegiata, Palazzo del Podestà, Palazzo del Duca, Museo geologico, Torrione Farnese. Quando andare: primavera e autunno; nelle giornate limpide dalla rocca si vede bene la valle. Nei dintorni: Vigoleno, Piacenza, il Parco dello Stirone e del Piacenziano.

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