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Monet, Iris all’asta da Sotheby’s Parigi per 50 milioni di euro: il record in Francia

Monet, Iris all’asta da Sotheby’s Parigi per 50 milioni di euro: il record in Francia

Il 22 ottobre 2026 la collezione Schlumberger ha portato in asta a Parigi quattro tele tarde di Claude Monet, mai esposte in pubblico. La più grande, Iris, ha ottenuto il prezzo più alto mai registrato in un’asta in Francia, secondo Sotheby’s.

Monet, Iris all’asta: 50 milioni di euro da Sotheby’s Parigi

Giovedì 22 ottobre 2026, a Parigi (Francia), Sotheby’s ha venduto Iris di Claude Monet per 50 milioni di euro, pari a 56,2 milioni di dollari secondo il comunicato della casa. È un prezzo comprensivo di commissioni: Sotheby’s spiega che i risultati pubblicati sommano il prezzo di martello, cioè l’ultima offerta accettata dal banditore, e il premio d’acquirente, la percentuale che la casa aggiunge a carico di chi compra. Il prezzo di martello non è stato comunicato.

La stima, la forchetta di prezzo che la casa d’asta indica prima della vendita, era di 22–30 milioni di euro. Il risultato supera di due terzi l’estremo alto. Secondo Sotheby’s, sei offerenti si sono contesi il lotto per circa 45 minuti. L’opera è andata a Jen Hua, vicepresidente di Sotheby’s per l’Asia, che offriva al telefono per conto di un collezionista privato asiatico.

Sotheby’s presenta il risultato come il prezzo più alto mai pagato per un’opera d’arte in un’asta in Francia. Il riferimento precedente più citato riguarda un artista italiano: Tête, scultura in pietra di Amedeo Modigliani datata 1910-1912, venduta da Christie’s a Parigi nel 2010 per 43.185.000 euro, commissioni incluse. Come per ogni primato di questo tipo, il confronto è in valori nominali e non tiene conto né dell’inflazione né dei cambiamenti nelle commissioni d’asta avvenuti in sedici anni.

Il lotto: un Iris tardo, rimasto nella stessa casa per decenni

Iris era il lotto 4, cioè la quarta unità messa in vendita, dell’asta La Collection Schlumberger. Le Temps retrouvé: un olio su tela di 159,6 x 180 centimetri, datato dalla casa intorno al 1924-25, quindi tra le ultime opere di Claude Monet.

La provenienza, cioè la catena documentata dei proprietari, è corta. Dall’eredità dell’artista il quadro è passato al figlio Michel Monet, poi alla Galerie Katia Granoff di Parigi e infine alla collezione Schlumberger. Jeanne Schlumberger ha costruito la raccolta a partire dagli anni Cinquanta insieme alla mercante Katia Granoff. Secondo Sotheby’s, nel 1958 contribuì a finanziare l’acquisto, da parte di Granoff, delle opere rimaste nello studio di Monet e conservate dal figlio. Le tele sono rimaste nella casa di famiglia in rue Las-Cases e, stando al catalogo, non sono mai state prestate a mostre.

La casa d’asta descrive Iris come la tela più importante della serie di venti dipinti dedicati agli iris mai arrivata sul mercato, e la più grande ancora in mani private. L’unico vero corrispettivo, sempre secondo Sotheby’s, è al Musée Marmottan Monet di Parigi. Il catalogo aggiunge che il dipinto non è verniciato né rintelato, cioè non ha ricevuto una nuova tela di rinforzo sul retro: un dato sullo stato di conservazione che per i collezionisti conta.

Secondo The Art Newspaper, nessun lotto della collezione era coperto da garanzia, l’impegno con cui la casa d’asta o un terzo assicura al venditore un incasso minimo. Il prezzo è quindi il frutto di una gara aperta.

Gli altri Monet e il resto della collezione Schlumberger

La vendita ha totalizzato 74,4 milioni di euro (83,7 milioni di dollari), con tutti i lotti venduti e il 74% delle opere sopra la stima massima, secondo il comunicato. Sotheby’s la indica come la vendita di belle arti di maggior valore mai tenuta nella sua sede parigina. Il giorno stesso della vendita era stato annunciato il ritiro di tre tele giovanili di Paul Cézanne, dichiarate di recente trésors nationaux: secondo la casa, la città di Aix-en-Provence (Francia) intende acquistarle per il Musée Granet.

Gli altri tre Monet hanno avuto esiti diversi. Saule pleureur ou L’Arbre de feu, datato intorno al 1918-19, ha ottenuto 9,7 milioni di euro, dentro la stima di 9–12 milioni e vicino all’estremo basso. La Seine à Vernon, Arbres (1894) è arrivato a 4,3 milioni, contro una stima di 1,2–1,8 milioni. La Maison à travers les roses ha raggiunto 2,5 milioni, dentro la forchetta di 2–3 milioni.

Fuori da Monet, La Cueillette des prunes di Pierre Bonnard è stata venduta per 2,5 milioni di euro (stima 600.000–800.000), il prezzo più alto per l’artista in un’asta in Francia secondo la casa. Rêve d’Orient di Gustave Moreau ha ottenuto 1,4 milioni (stima 600.000–800.000), record d’asta per un’opera su carta dell’artista. Una fusione del 1905 de La Valse di Camille Claudel ha aperto la serata a 832.000 euro (stima 400.000–600.000). Tutti i prezzi citati sono comprensivi di commissioni.

Cosa dicono i numeri sul mercato di Monet

Sommando i dati del comunicato, i quattro Monet valgono 66,5 milioni di euro, poco meno del 90% del totale. Iris da solo pesa per circa due terzi della serata. È una vendita che dipendeva da un nome e, in misura ancora maggiore, da un lotto.

Il secondo dato è lo scarto tra i lotti dello stesso artista. Iris e La Seine à Vernon hanno superato nettamente la stima, mentre Saule pleureur e La Maison à travers les roses sono rimasti nelle rispettive forchette. Con la stessa provenienza e la stessa sala, la differenza l’hanno fatta le caratteristiche delle singole opere: formato, serie di appartenenza, stato di conservazione.

Il terzo dato è la scala. Il record d’asta per Monet resta Meules (1890), venduto da Sotheby’s a New York (Stati Uniti) il 14 maggio 2019 per 110.747.000 dollari. Iris è dunque un primato per il mercato francese, non per l’artista. Per un confronto più vicino: nell’aprile 2026, sempre a Parigi, Sotheby’s aveva venduto Vétheuil, effet du matin di Monet per 10,2 milioni di euro. Anche questi due prezzi, come tutti quelli comunicati da Sotheby’s, includono le commissioni.

Un risultato singolo, però, non dice nulla sull’andamento delle opere impressioniste di fascia media, dove i lotti sono più numerosi e la concorrenza tra compratori minore. Mostra soltanto che, per i pezzi considerati rari, gli acquirenti internazionali disposti a competere ci sono.

Parigi nella settimana di Art Basel Paris

La vendita apriva la serie di aste parigine di Sotheby’s durante la settimana di Art Basel Paris. Il 23 ottobre le vendite Modernités e Surrealism & Its Legacy hanno raccolto insieme 63,2 milioni di euro, portando la serie a 137,7 milioni: il totale più alto per una serie di vendite di punta di Sotheby’s a Parigi, secondo la casa. In Modernités, Espace non-descriptif di František Kupka è stato venduto per 9 milioni di euro, record d’asta per l’artista in Francia.

La stessa sera del 22 ottobre Christie’s ha tenuto a Parigi la propria vendita serale di arte del XX e XXI secolo, con la sezione Thinking Italian dedicata all’arte italiana. I suoi risultati non sono riportati qui perché la pagina ufficiale non era consultabile al momento della scrittura.

Cosa osservare nei prossimi mesi

Il primo punto riguarda le tre tele di Cézanne ritirate: l’eventuale acquisizione da parte di Aix-en-Provence chiarirà quanto lo strumento dei trésors nationaux incida sulle grandi collezioni private messe in vendita in Francia. Il secondo riguarda l’offerta: dopo un risultato di questo livello, sarà utile verificare se altre tele tarde di Monet arriveranno in asta e con quali stime. Il terzo riguarda le prossime vendite serali internazionali, che diranno se la domanda vista a Parigi per le opere di qualità museale si conferma altrove.

Foto: Anna Romanova via Pexels

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Lorenzo Ferrante

Laureato in economia e marketing, lavora prevalentemente con galleristi latinoamericani. Focus su arte contemporanea.

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