Sulla Costiera Amalfitana quasi tutti guardano il mare dal basso. A Ravello, in provincia di Salerno (SA), Campania, lo si guarda dall’alto, da un belvedere che sembra aperto sul vuoto, a più di trecento metri sopra le onde. Il paese ha poco più di duemila abitanti ed è stato inserito, con il resto della Costiera, nella lista del Patrimonio mondiale dell’UNESCO nel 1997 (la scheda ufficiale della Costiera Amalfitana spiega il perché). Eppure, più di una spiaggia o di un porto, Ravello offre qualcosa di raro: due giardini storici, un Duomo con una porta di bronzo del XII secolo e una tradizione musicale che da Wagner arriva fino ai giorni nostri.

Dall’età della Repubblica di Amalfi al Duomo del 1080
La storia di Ravello si intreccia con quella della Repubblica di Amalfi, fondata, secondo la tradizione, il 1° settembre 839 con l’unione del territorio circostante in un ducato. In quel contesto di commercio marittimo, la città in quota conobbe la propria fortuna: la lavorazione della lana e il commercio la fecero crescere in popolazione e ricchezza. Il segno più visibile di quella stagione è il Duomo di Santa Maria Assunta fu inaugurato nel 1080, e nel 1086 Ravello divenne sede vescovile, mentre il dominio normanno (1073-1131) sostenne le famiglie locali.
Chi vuole inquadrare questi secoli può partire dalle altre città che abbiamo raccontato nel Mezzogiorno normanno-bizantino: dai mosaici d’oro di Palermo alla cattedrale di Otranto, fino ai mosaici bizantini di Ravenna. Per una prima tappa sulla Costiera, c’è anche la nostra guida ad Atrani, uno dei comuni più piccoli d’Italia, che si affaccia sullo stesso mare.
Il Duomo, la porta di bronzo e il sangue di San Pantaleone
Il Duomo di Ravello conserva alcuni dei capolavori dell’arte medievale campana. La porta di bronzo del portale centrale fu realizzata nel 1179 da Barisano da Trani ed è composta da 54 formelle con santi, scene della Passione e due mascheroni grotteschi. Nella navata centrale si trova l’ambone del Vangelo, opera di Nicola di Bartolomeo da Foggia del 1272, commissionata da Nicola Rufolo, accanto all’ambone dell’Epistola, più antico, del 1130 circa.

Il Duomo custodisce anche l’ampolla con il sangue di San Pantaleone, patrono della città: il 27 luglio, giorno del martirio, il sangue si liquefa. La cappella a lui dedicata, nell’abside sinistra, fu realizzata tra il dicembre del 1632 e il giugno del 1633. Nella cripta e in una sala accanto alla navata destra, dal 1983, ha sede il Museo del Duomo. Per confrontare il tema della liquefazione con quello del Tesoro napoletano, si può leggere la nostra guida al Museo del Tesoro di San Gennaro.
Villa Rufolo: il giardino che avrebbe ispirato Wagner
A pochi passi dal Duomo, in Piazza Duomo, si apre Villa Rufolo. Il nucleo originario è del XIII secolo, quando la fece costruire la ricca famiglia dei Rufolo, mercanti, e ci furono poi grandi lavori nell’Ottocento. Il chiostro, in stile arabo-normanno, ha una doppia fila di colonne con decorazioni arabo-siciliane; la Torre Maggiore, alta una trentina di metri, ospita dal 2017 il Museo verticale, con circa cento gradini che conducono a un belvedere. I giardini, disposti su terrazze, guardano verso la Costiera e il golfo di Salerno e sono fioriti per buona parte dell’anno.
Nell’Ottocento la villa fu acquistata da uno scozzese appassionato di arte e botanica, Francis Nevile Reid, che la restaurò integralmente. Nel 1880 ci arrivò Richard Wagner, e una tradizione dice che il giardino gli abbia suggerito il «giardino di Klingsor» del secondo atto del Parsifal. La ricostruzione più prudente precisa che il compositore aveva già concluso la partitura e stava lavorando a strumentazione e allestimento; il dato certo è che da allora Villa Rufolo e la musica non si sono più lasciate. Nel 1953 i Concerti wagneriani nei Giardini di Klingsor diedero origine al Ravello Festival, che dal 2003 è gestito dalla Fondazione Ravello e che si tiene ogni anno nel giardino basso della villa e all’Auditorium Oscar Niemeyer, progettato dall’architetto brasiliano. Anche Boccaccio cita la villa nel Decameron. Per orari, eventi e informazioni ufficiali, la scheda di Villa Rufolo del FAI è il riferimento più affidabile.
Per la musica e la pittura romantica che ha amato questi paesaggi, una lettura utile è la nostra guida al Romanticismo e al sentimento della natura.
Villa Cimbrone e la Terrazza dell’Infinito
La seconda villa è una passeggiata di una ventina di minuti dal centro, all’estremità di un percorso pedonale. Villa Cimbrone sorge su un promontorio roccioso che dà il nome al luogo, Cimbrogno, dove un tempo stava un castello con una torre di avvistamento. Appartenne a famiglie patrizie ravellesi e poi, nel 1904, fu acquistata dal banchiere britannico Ernest William Beckett, che trasformò il parco, da tempo abbandonato, in un giardino che mescola architetture neoclassiche e gotiche, stile botanico inglese e disegno formale italiano. Statue, antichità, fontane e grotte punteggiano il giardino.

Il punto più celebre è la Terrazza dell’Infinito, un belvedere sul golfo di Salerno considerato fra i più suggestivi al mondo. Il giardino è visitabile tutto l’anno a pagamento, mentre una parte della villa è oggi un albergo a cinque stelle; per i dettagli conviene consultare il sito ufficiale di Villa Cimbrone.
Le chiese dei nobili e quelle del popolo
Ravello conserva una curiosa coppia di chiese gemelle: San Giovanni del Toro, che era la chiesa dei nobili, e Santa Maria a Gradillo, quella della gente comune. Tra le altre testimonianze, la chiesa di Santa Maria dell’Ospedale compare in un’opera di Escher. Fra le tradizioni artigiane più riconoscibili restano la ceramica e l’intreccio, meno diffusi di un tempo ma non scomparsi. Il paese è anche stato set cinematografico: nel 2017 vi è stato girato Gore, il film Netflix dedicato allo scrittore Gore Vidal.
Come organizzare la giornata
Ravello si raggiunge a piedi o in auto da Amalfi, ma una volta arrivati il modo di muoversi è uno solo: camminare. Il centro è pedonale, le due ville si trovano a una certa distanza, e il percorso verso Cimbrone passa fra giardini e muretti a secco. Conviene dedicare la mattina al Duomo e a Villa Rufolo, quando la luce sulle terrazze è più morbida, e il tardo pomeriggio alla Terrazza dell’Infinito, dove il tramonto cambia il colore del golfo. Chi arriva in estate dovrebbe controllare con anticipo il calendario dei concerti, perché la sera il giardino di Villa Rufolo diventa un palcoscenico e gli spazi si riempiono in fretta.
Come completare il viaggio in Campania
Ravello si presta bene a una giornata, ma il suo contesto è la Campania intera. A nord c’è Napoli, con il Museo di Capodimonte e la reggia di Caserta; a sud, nella provincia di Salerno, ci sono l’Orto Botanico della Minerva, la Certosa di Padula, Trentinara e Roscigno Vecchia. Per gli altri borghi del Sud, ecco le guide a Tropea, Polignano a Mare e Ostuni, insieme a Lecce e Bari. Per l’idea di un viaggio più lungo, la guida di Palermo completa il versante tirrenico. Nelle sezioni del sito troverete anche i borghi italiani e le altre guide turistiche; per un’introduzione generale al borgo c’è anche la scheda di Ravello del Touring Club.
Il paradosso del belvedere
Ravello vive di un paradosso che ogni belvedere conosce: il panorama più bello è quello che si ottiene prendendo le distanze. Dalla Terrazza dell’Infinito il mare è lontano, e proprio per questo si vede tutto; nel Duomo, il bronzo e il marmo parlano di un’epoca in cui questo luogo era uno dei più ricchi del Mediterraneo, e oggi quella ricchezza è una soglia silenziosa. Anche Wagner, che si dice abbia visto qui il giardino di un mago, forse non lo ha mai davvero «ispirato»: ha solo reso visibile ciò che c’era già. Il fascino del luogo sta in questa sospensione, in un’altezza che permette di vedere meglio proprio perché non si tocca nulla.
Informazioni pratiche
Dove si trova: Ravello (SA), Campania, sulla Costiera Amalfitana, a circa 350 metri di quota sopra Amalfi. Da non perdere: Duomo e porta di bronzo, Villa Rufolo, Villa Cimbrone e Terrazza dell’Infinito, San Giovanni del Toro, Auditorium Niemeyer. Quando andare: estate per il Ravello Festival; primavera e autunno per i giardini e per meno folla. Il 27 luglio: giorno della liquefazione del sangue di San Pantaleone. Nei dintorni: Amalfi, Atrani, Salerno, Napoli.
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