Willem de Kooning: la donna, il gesto e ciò che non si può cancellare
Alcune ombre non si tolgono mai del tutto dalla tela, anche quando ci si dipinge sopra. Rimangono sotto, come sedimenti, e cambiano il colore delle pennellate che vengono dopo — in modo impercettibile alla superficie, ma decisivo per quello che il quadro alla fine sente. De Kooning lavorava in questo modo. Ridipingeva. Sempre. Per mesi, a volte per anni. Woman I è rimasta sul cavalletto dal 1950 al 1952 — due anni di ridipinture, cancellazioni, modifiche. Quando alla fine l’ha considerata finita, sembrava la stessa tela da cui aveva cominciato. Non lo era.
Rotterdam, Olanda — il viaggio clandestino di Willem de Kooning
Willem de Kooning nasce il 24 aprile 1904 a Rotterdam. La sua famiglia si divide quando ha tre anni — i genitori divorziano, lui vive con la madre, poi con il padre, poi di nuovo con la madre. La formazione è seria: studia alla Accademia di Belle Arti di Rotterdam dall’età di dodici anni, impara decorazione, architettura, tipografia. È una formazione pratica, tecnica, che non finisce mai: de Kooning continua a imparare il mestiere della pittura tutta la vita, e questo si vede nelle sue opere anche quando sembra che non ci sia più nessun controllo.
Nel 1926, a ventidue anni, si imbarca come marinaio su un cargo diretto negli Stati Uniti. Non ha il visto. Arriva nel New Jersey, si nasconde, si trasferisce a New York. Per anni vive in condizione di immigrato irregolare — dipinge di giorno, fa lavori manuali di notte, frecuenta il circuito dell’arte underground newyorchese. Incontra Arshile Gorky, che diventa il suo amico più importante, e attraverso Gorky entra in contatto con le idee europee sul Surrealismo e sull’automatismo psichico. Non è direttamente influenzato da queste teorie — de Kooning non è mai stato un pittore teorico — ma la pressione intellettuale lo cambia.
Gli anni della formazione e la svolta commerciale
Gli anni Trenta sono difficili come per quasi tutti i pittori americani del periodo: de Kooning lavora per il Federal Art Project del New Deal, fa disegni di vetrine, decorazioni commerciali. La pittura avanza lentamente, in parallelo, negli appartamenti dove abita — spesso senza riscaldamento, con pennelli che si gelano. Nel 1948 la prima mostra personale alla Egan Gallery di New York — ha quarantaquattro anni — produce una reazione critica straordinaria. Da pittore sconosciuto diventa improvvisamente uno degli artisti più discussi della scena americana.
Questo successo tardivo produce un paradosso: de Kooning è incluso nell’Espressionismo Astratto insieme a Jackson Pollock, con cui condivide la New York School, la generazione e la crisi dell’astrazione. Ma la sua pittura è diversa nella struttura: mentre Pollock elimina ogni riferimento alla figura, de Kooning non riesce — o non vuole — abbandonare completamente la forma umana. La tensione tra astrazione e figurazione è il motore della sua opera per trent’anni.
Donna.
Tra il 1950 e il 1953 de Kooning lavora a una serie di sei grandi dipinti che chiamano tutte Woman — numerate da uno a sei. Sono figure femminili trattate con una violenza pittorica che fa scandalo all’epoca della prima mostra nel 1953. I critici che si aspettavano l’astrazione pura trovano invece figure con occhi enormi, bocche aperte, seni prominenti, corpi che sembrano esplodere fuori dalla tela. Clement Greenberg, il teorico dell’Espressionismo Astratto, non riesce ad accettarle. Harold Rosenberg, che aveva coniato il termine action painting, le considera fondamentali.
La Woman I (Museum of Modern Art, New York) è alta quasi due metri. La figura è costruita con pennellate di giallo, verde, bianco, nero — colori che non descrivono il corpo ma lo evocano attraverso il gesto. La bocca ha i denti bianchi e la postura è frontale, aggressiva: una donna che non si lascia guardare passivamente, che ricambia lo sguardo con qualcosa di scomodo. Non è un’icona erotica e non è un’icona sacra, anche se de Kooning disse di essersi ispirato alle dee madre preistoriche e alle pubblicità di sigarette. La sovrapposizione è deliberata e destabilizzante — come capire come leggere un’immagine che è contemporaneamente una dea e una réclame del tabacco era esattamente il tipo di domanda che l’arte americana del dopoguerra stava imparando a formulare.
Il confronto con Kandinsky e la tradizione dell’astrazione è utile proprio per capire la specificità di de Kooning: dove Kandinsky cerca la forma astratta come linguaggio universale e depurato dall’accidentale, de Kooning usa l’astrazione come mezzo per rendere più violenta e più vera la figurazione. L’astrazione non è il fine — è il metodo.
Gli anni Sessanta e il paesaggio americano
Dopo la serie Woman, de Kooning si sposta verso paesaggi astratti — mari, strade, luce dell’autostrada americana. Si trasferisce a East Hampton, Long Island, nel 1963 e costruisce uno studio in legno vicino all’oceano. La pittura cambia: i colori diventano più luminosi, le pennellate più fluide, la gestualità più libera. Alcune opere degli anni Sessanta hanno una qualità quasi impressionista — la luce piatta e diffusa dell’estate atlantica trasformata in superficie pittorica.
Espone in tutto il mondo, vende a prezzi enormi, è riconosciuto come uno dei maestri assoluti dell’arte americana del Novecento. Eppure continua a lavorare come se niente di questo contasse — nel grande studio di East Hampton, circondato dai collaboratori che lo aiutano a preparare le tele, a macinare i colori, a stirare la pittura. Il processo non cambia: ridipingere, cancellare, ricominciare.
L’Alzheimer e gli ultimi lavori
Verso la fine degli anni Ottanta de Kooning sviluppa i sintomi dell’Alzheimer. La diagnosi è controversa — per anni il suo gallerista e la sua equipe non la confermano ufficialmente. Ma le opere degli ultimi anni, dipinte tra il 1984 e il 1987, sono radicalmente diverse: linee sottili, colori leggeri, superfici quasi bianche con segni che sembrano galleggiare sulla tela. I critici si dividono: c’è chi le considera le opere più libere e essenziali di tutta la sua carriera, chi le attribuisce alla malattia e non all’intenzione artistica.
De Kooning muore il 19 marzo 1997 a East Hampton, a novantadue anni. L’opera completa — dipinti, disegni, sculture — è distribuita tra i più importanti musei del mondo. Il MoMA di New York, il Guggenheim, la Tate Modern conservano i capolavori degli anni Cinquanta. Le sculture in bronzo degli anni Sessanta-Settanta — figure umane che sembrano uscite direttamente dai dipinti, deformate e potenti — sono meno conosciute ma altrettanto significative. Come capire l’arte contemporanea passa spesso attraverso figure come de Kooning: pittori che non rispondono mai del tutto alle categorie che i critici costruiscono intorno a loro, e che per questo rimangono instabili, interessanti, necessari.
SOSTIENI GRATUITAMENTE IL PROGETTO DI ITALIAN ART JOURNAL SEGUENDOCI SU FACEBOOK E SU INSTAGRAM
PER VEDERE LE NOSTRE PRODUZIONI MEDIA SEGUI ANCHE ARTING AROUND SU FACEBOOK, INSTAGRAM E TIKTOK.
PER TE È GRATIS, PER NOI È ESTREMAMENTE IMPORTANTE! GRAZIE MILLE!
