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Perugia città d’arte: guida alla Galleria Nazionale dell’Umbria e al centro storico

Perugia città d’arte: guida alla Galleria Nazionale dell’Umbria e al centro storico

Perugia ha la seconda raccolta di pittura medievale e rinascimentale umbra più importante d’Italia — eppure quasi nessuno la nomina quando si parla di grandi musei italiani. Il motivo è semplice: Firenze e Roma assorbono tutta l’attenzione, e l’Umbria finisce per essere quella regione che si attraversa senza fermarsi davvero. È un errore. Il Palazzo dei Priori in cima alla città, uno degli edifici civili medievali meglio conservati della penisola, contiene una galleria che racconta cinquecento anni di pittura umbra con una coerenza e una qualità che sorprendono. E intorno, il centro storico di Perugia — tutto in pietra, tutto in salita, tutto sospeso tra Medioevo e Rinascimento — è uno dei luoghi più autenticamente belli dell’Italia centrale.

Palazzo dei Priori e la Fontana Maggiore: il cuore medievale

Il centro di Perugia si organizza intorno a Corso Vannucci, la lunga strada pedonale che collega Piazza Italia a Piazza IV Novembre. Non è un corso qualsiasi: camminarci è camminare lungo la spina dorsale di una città che è rimasta sostanzialmente medievale nel suo impianto, con i palazzi nobiliari che si aprono su vicoletti improvvisi, le scalinate che scendono verso quartieri dimenticati, i sotterranei romani che si possono visitare sotto il tessuto urbano moderno.

Piazza IV Novembre è il cuore. In mezzo c’è la Fontana Maggiore, realizzata da Nicola e Giovanni Pisano tra il 1275 e il 1278: un’opera straordinaria che ancora oggi riesce a sorprendere. I bassorilievi dei due bacini — scene bibliche, favole di Esopo, figure allegoriche dei mesi, santi e personaggi storici — sono uno dei più complessi programmi iconografici del Medioevo italiano, eseguito con una qualità scultorea che anticipa direttamente il Rinascimento. Vale la pena fermarsi con calma, girarci intorno, leggere le scene una per una.

Sul lato della piazza si apre la facciata del Palazzo dei Priori, il municipio medievale costruito tra il 1293 e il 1443 in più fasi successive. All’interno si trovano la Sala dei Notari — con affreschi quattrocenteschi — e la Galleria Nazionale dell’Umbria. L’edificio stesso, con le sue bifore gotiche e la scalinata esterna, è già un documento architettonico di prim’ordine. Come nelle principali città d’arte italiane, il palazzo civile e la piazza formano un sistema inseparabile di cui non si può apprezzare l’uno senza l’altro.

Galleria Nazionale dell’Umbria: da Duccio a Perugino

La Galleria Nazionale dell’Umbria occupa il terzo piano del Palazzo dei Priori e raccoglie opere che vanno dal XIII al XIX secolo, con il nucleo più significativo nel Trecento e nel Quattrocento umbro. L’allestimento è stato rinnovato negli ultimi anni con criteri più chiari e spazi più ariosi, e la visita — contrariamente a quanto si potrebbe temere di un museo provinciale — dura almeno due ore abbondanti se si vuole vedere davvero quello che c’è.

Le opere di Duccio di Buoninsegna e Gentile da Fabriano nelle prime sale mostrano la pittura italiana nel momento del suo passaggio dall’oro medievale alla volumetria nuova. Ma il cuore della collezione è il Quattrocento umbro: Beato Angelico, Benozzo Gozzoli, Benedetto Bonfigli — e soprattutto Piero della Francesca, presente con il Polittico di Sant’Antonio, una delle sue opere più equilibrate e meno conosciute fuori dall’Umbria. Chi conosce già l’opera di Piero della Francesca trova qui un pezzo fondamentale del suo percorso che non è a Sansepolcro né ad Arezzo.

Perugino — al secolo Pietro di Cristoforo Vannucci, che da questa città prese il soprannome — è il pittore che domina il Quattrocento umbro e il museo. Le sue tavole con Madonne dolcissime e paesaggi liquidi, sfumati, quasi lunari, mostrano perché fu il maestro che Raffaello scelse per la sua formazione. C’è qualcosa di ipnotico nei cieli di Perugino: una luce diffusa, senza ombre nette, che sembra venire da dentro la tela piuttosto che da una fonte esterna.

L’Università e la città viva

Perugia è una città universitaria nel senso più pieno: l’Università degli Studi di Perugia, fondata nel 1308, è tra le più antiche d’Italia, e l’Università per Stranieri — fondata nel 1921, con sede nel Palazzo Gallenga — ospita ogni anno migliaia di studenti internazionali che vengono a imparare l’italiano. Il risultato è una città che, a differenza di molti centri storici umbri, non è un museo a cielo aperto svuotato di vita: è una città che funziona, con quartieri diversi, una vita notturna universitaria, mercati, bar, trattorie frequentate da perugini veri.

Questo mix è raro in Italia centrale, dove spesso il turismo ha sostituito completamente la vita quotidiana. A Perugia si può ancora sedere al caffè di Piazza IV Novembre accanto a studenti che studiano e pensionati che leggono il giornale. Per chi cerca una città d’arte che sia anche una città abitata, è un valore aggiunto difficile da trovare. La programmazione culturale è intensa tutto l’anno, incluso il festival jazz Umbria Jazz a luglio — uno degli eventi musicali più importanti d’Europa — e il Spoleto Festival dei Due Mondi, raggiungibile in meno di un’ora.

I sotterranei romani e il Pozzo Etrusco

Perugia era città etrusca — Perusia — prima di diventare romana, e le tracce di questa stratificazione sono ancora visibili e visitabili. Il Pozzo Etrusco, in Piazza Danti, è una cisterna del III secolo a.C. profonda trentasette metri, con una scala interna che permette di scendere fino in fondo: uno dei pozzi etruschi meglio conservati d’Italia, e uno di quei luoghi in cui il tempo si misura diversamente.

I sotterranei medievali sotto Piazza Matteotti — la Rocca Paolina, fortezza fatta costruire da Paolo III Farnese nel 1540 sopra un intero quartiere medievale demolito, conservato parzialmente sotto l’edificio moderno — sono un’altra stratificazione che non ha equivalenti in Italia. Percorrere i vicoli sotterranei con le case del Trecento ancora intatte, le chiese murate, i pozzi, è un’esperienza che difficilmente si dimentica. Come per le grandi istituzioni museali italiane, il valore di Perugia è distribuito su più livelli — e non tutti sono in superficie.

Informazioni pratiche

  • Come arrivare: Treno da Roma (2h30-3h, cambio spesso a Foligno); da Firenze (2h, cambio a Terontola); da Milano (3h30-4h). Auto: Autostrada A1 uscita Valdichiana, poi superstrada E45. Parcheggi alle porte della città con scale mobili gratuite verso il centro (parcheggio Pincetto, parcheggio Piazza Partigiani)
  • Galleria Nazionale dell’Umbria: Palazzo dei Priori, Corso Vannucci 19. Aperta martedì-domenica 8:30-19:30; chiusa lunedì. Biglietto: €8 intero, €4 ridotto (under 25, over 65, insegnanti). Prenotazione consigliata in alta stagione su gallerianazionaledellumbria.it
  • Pozzo Etrusco: Piazza Danti 18. Aperto tutti i giorni 10:00-13:00 / 14:30-17:00 (orari variabili in estate). Biglietto: €3. Non prenotabile
  • Rocca Paolina / sotterranei: accesso gratuito dai tornelli di Piazza Italia. Apertura: lun-sab 6:00-23:00, dom 8:00-20:00. La parte museale interna ha orari ridotti e biglietto separato
  • Scale mobili: collegano i parcheggi esterni al centro storico; gratuite, funzionano dalle 7:00 fino a tarda sera. La scala mobile da Piazza Partigiani al centro è la più comoda per chi arriva in auto
  • Umbria Jazz: ogni anno a luglio, solitamente seconda e terza settimana. Alcuni concerti gratuiti in piazza; biglietti per i concerti nei teatri. Programma su umbriajazz.com
  • Dove mangiare: torta al testo (pane umbro cotto su pietra), strangozzi al tartufo, formaggi e salumi dell’Umbria nelle trattorie del centro storico. Evitare i locali di Corso Vannucci (prezzi turistici); cercare nel quartiere di Porta Pesa o in via dei Priori

Foto: Oswald Tenorio via Pexels

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