Guida a Ferrara rinascimentale: la città degli Este tra palazzi, mura e arte
Ferrara è la città più ordinata del Medioevo italiano — e questa è la sua contraddizione più bella. Progettata nel Quattrocento come città ideale, con strade larghe e isolati regolari che anticipano l’urbanistica moderna di quattro secoli, custodisce nei suoi palazzi e nelle sue chiese una delle corti più raffinate del Rinascimento. Eppure rimane sottotraccia, meno affollata di Firenze e di Venezia, fedele a una misura che i grandi centri hanno perso.
Guida alla Ferrara rinascimentale e medievale – gli Este e la costruzione di una capitale culturale
La storia di Ferrara è inseparabile dalla dinastia degli Este, che governò la città dal XIII al XVI secolo trasformandola in una delle corti più brillanti d’Europa. Marchesi prima, duchi poi, gli Este radunarono attorno a sé poeti, pittori, musicisti e architetti: Ludovico Ariosto scrisse l’Orlando Furioso alla corte estense, Torquato Tasso vi trovò rifugio e follia, Pisanello e Cosmè Tura vi lavorarono, Giovanni Bellini e Mantegna vi erano ospiti.

Il centro di tutto era il Castello Estense, la fortezza quadrangolare con le quattro torri angolari che ancora oggi domina il cuore della città. Costruito nel 1385 come risposta a una rivolta popolare, fu trasformato nel tempo in residenza ducale: i piani nobili, affrescati e arredati con lusso straordinario, erano il palcoscenico della vita di corte. I piani bassi erano le prigioni — dove finirono, tra gli altri, Parisina Malatesta e suo figliastro Ugo d’Este, giustiziati nel 1425 per adulterio.
Il Palazzo dei Diamanti e la Pinacoteca Nazionale
In cima all’Addizione Erculea — l’espansione urbana voluta da Ercole I d’Este a partire dal 1492, considerata il primo esempio di pianificazione urbanistica moderna in Italia — si trova il Palazzo dei Diamanti, oggi sede della Pinacoteca Nazionale. Il nome viene dal rivestimento della facciata: 8.500 blocchi di marmo bianco tagliati a punta di diamante, che producono un effetto ottico di straordinaria eleganza, diverso a seconda dell’angolatura e della luce.
La Pinacoteca conserva una raccolta che documenta la Scuola Ferrarese del Quattrocento e del Cinquecento — una delle più originali del Rinascimento italiano. Cosmè Tura, Francesco del Cossa, Ercole de’ Roberti: pittori che non hanno equivalenti altrove, con un senso del colore metallico, del gesto brusco, della figura che sembra sempre sul punto di uscire dalla tela, che li separa nettamente dai contemporanei fiorentini e veneziani.

Il Duomo e il Museo della Cattedrale
La cattedrale di San Giorgio, in piazza Trento e Trieste, è uno dei grandi cantieri gotici dell’Italia settentrionale: facciata a tre portali con rilievi scultorei tra i più ricchi del XII secolo, fianco destro in marmo rosa, campanile iniziato nel Quattrocento e mai completato secondo il progetto originale. La loggia che corre lungo il fianco sud ospitava i banchi dei mercanti — un esempio di commistione tra sacro e commerciale che era normale nel Medioevo e che ora sorprende.
Il Museo della Cattedrale, di fronte al Duomo nell’ex chiesa di San Romano, conserva i pannelli degli organi dipinti da Cosmè Tura: il San Giorgio e il drago e l’Annunciazione sono tra le opere più importanti della pittura ferrarese. La figura di Gabriele — con le ali di pavone, il gesto impetuoso, il cielo tempestoso alle spalle — non assomiglia a nessun’altra Annunciazione del Rinascimento.
Le mura e il Parco Urbano Bassani
Ferrara ha conservato intatte le sue mura rinascimentali — quasi nove chilometri di percorso che la cingono completamente. Non sono mura di pietra come quelle di Lucca o di Montagnana: sono bastioni di terra rivestiti di mattoni, progettati per resistere all’artiglieria. Il terrapieno che le sormonta è diventato un lungo percorso verde, frequentato dai ferraresi a piedi e in bicicletta, che regala una vista inconsueta sulla città bassa e sulle campagne circostanti.

La bicicletta, del resto, è il mezzo di trasporto principale di Ferrara: città quasi pianissima, con strade larghe e traffico limitato nel centro storico, si percorre comodamente in sella, seguendo gli itinerari che attraversano il centro medievale, l’addizione rinascimentale e i quartieri ebraici.
Il Ghetto e la storia ebraica di Ferrara
Ferrara ha una delle tradizioni ebraiche più antiche e radicate dell’Italia settentrionale. Il Ghetto ebraico, istituito nel 1627, occupa un quartiere del centro storico con le sue sinagoghe, i cimiteri e le vie strette che Jorge Luis Borges descrive nei suoi racconti — Borges che amava Ferrara e vi ambientò alcune delle sue storie più oscure.
Il Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah (MEIS), inaugurato nel 2017, è uno dei musei più innovativi d’Italia per progetto museografico e rigore storico: un percorso che racconta duemila anni di presenza ebraica in Italia, con un’attenzione alla contemporaneità che molti musei di storia non hanno. Qui si può approfondire anche il contesto della storia dell’arte italiana tra le due guerre.
[LINK INTERNO FUTURO — articolo suggerito su: i musei di Ferrara tra arte e storia] e [LINK INTERNO FUTURO — articolo suggerito su: le città d’arte dell’Emilia-Romagna].

Informazioni pratiche
- Castello Estense: Piazza Castello, Ferrara. Orari: mar–dom 9:30–17:30. Biglietto: circa 10 EUR. Sito: castelloestense.it
- Pinacoteca Nazionale — Palazzo dei Diamanti: Corso Ercole I d’Este 21. Orari: mar–dom 9:00–14:00 (verificare mostre temporanee). Sito: palazzodiamanti.it
- Museo della Cattedrale: Via Vescovado 9. Orari: mar–dom 9:30–13:00 / 15:00–18:00.
- MEIS: Via Piangipane 81. Orari: dom–ven 10:00–18:00, sab 10:00–16:00. Biglietto: circa 12 EUR. Sito: meis.museum
- Come arrivare: Treno da Bologna (30 min) o da Padova (45 min). Ferrara ha una stazione centrale ben collegata al centro storico.
- Biciclette: Noleggio disponibile in stazione e in vari punti del centro. Fortemente consigliato per esplorare la città.
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