BIAF 2026: la Biennale dell'Antiquariato torna a Firenze
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BIAF 2026: da oggi, la Biennale dell’Antiquariato torna a Firenze

BIAF 2026: la Biennale dell’Antiquariato torna a Firenze

Da oggi sabato 26 settembre e fino a domenica 4 ottobre 2026 Palazzo Corsini, sul Lungarno fiorentino, ospita la 34ª edizione della Biennale Internazionale dell’Antiquariato di Firenze (BIAF), la fiera più antica al mondo dedicata all’arte antica e all’antiquariato, con circa ottanta espositori italiani e internazionali e un’anteprima riservata a collezionisti, soprintendenti, direttori di musei e possessori di VIP card venerdì 25 settembre.

La manifestazione, fondata nel 1959, quest’anno si presenta con la direzione del nuovo Segretario Generale Bruno Botticelli, alla guida di un evento che negli ultimi sessant’anni ha consolidato Firenze come punto di riferimento internazionale per il mercato dell’arte antica, in un momento in cui il calendario italiano dell’autunno concentra un numero crescente di appuntamenti dedicati sia al contemporaneo sia alle epoche più remote della storia dell’arte.

Palazzo Corsini, una cornice storica per il mercato antico

La sede di Palazzo Corsini, dimora barocca affacciata sull’Arno con uno dei giardini privati più scenografici della città, non è un semplice contenitore espositivo: è parte integrante dell’esperienza della BIAF, che da sempre punta a far dialogare le opere in vendita con l’architettura e la decorazione originale del palazzo. Le sale affrescate ospitano dipinti, sculture, mobili, arazzi, oreficerie e oggetti d’arte che coprono un arco cronologico dall’antichità al Novecento, con una particolare concentrazione sui capolavori del Rinascimento e del Barocco italiano.

Questa attenzione alla grande pittura italiana antica lega la BIAF a doppio filo con il patrimonio museale fiorentino che la circonda: gli Uffizi e il Bargello restano i punti di riferimento imprescindibili per chi, durante i giorni della fiera, volesse ricostruire il contesto storico-artistico da cui provengono molte delle opere in vendita a Palazzo Corsini.

Un mercato che guarda anche all’Ottocento italiano

Accanto ai grandi maestri antichi, negli ultimi anni la BIAF ha ampliato progressivamente lo spazio dedicato alla pittura italiana dell’Ottocento, un segmento di mercato che ha conosciuto una domanda crescente da parte dei collezionisti internazionali. Il fenomeno dei Macchiaioli, il gruppo di pittori toscani che tra gli anni Cinquanta e Sessanta dell’Ottocento anticipò per vie autonome alcune delle intuizioni dell’Impressionismo francese, è tra i protagonisti di questa rivalutazione, come raccontato nell’articolo dedicato a chi erano i Macchiaioli e al loro ruolo nell’arte italiana ed europea.

Il mercato dell’antiquariato dopo un’estate di record

La BIAF arriva al termine di una stagione di mercato che l’analisi pubblicata su queste pagine a fine estate aveva descritto come segnata da risultati record nelle grandi vendite internazionali, pur con una distribuzione diseguale dei benefici tra i diversi segmenti del mercato. La stessa analisi indicava proprio nella Biennale fiorentina il prossimo appuntamento di riferimento per il comparto dell’arte antica e dell’antiquariato, a conferma di come la fiera continui a essere osservata con attenzione dagli operatori come indicatore della salute di questo specifico segmento, spesso meno volatile ma anche meno mediatico rispetto al mercato dell’arte contemporanea. L’approfondimento completo si può leggere nell’articolo sul mercato dell’arte nell’estate 2026.

Il cambio alla guida della manifestazione

L’edizione 2026 segna anche un passaggio istituzionale significativo per la BIAF, con l’insediamento di Bruno Botticelli nel ruolo di Segretario Generale. Il cambio ai vertici organizzativi di una manifestazione con oltre sessant’anni di storia porta tradizionalmente con sé un momento di verifica sul posizionamento della fiera rispetto alla concorrenza internazionale, in un settore — quello dell’arte antica e dell’antiquariato di alta gamma — che negli ultimi anni ha visto un progressivo consolidamento attorno a un numero ristretto di appuntamenti di riferimento globale, dalla stessa Maastricht a Londra, fino alle aste serali delle grandi case internazionali.

Per Firenze, mantenere la centralità della BIAF nel calendario internazionale significa anche continuare ad attrarre gallerie straniere di alto profilo, non scontato in un mercato in cui la concorrenza tra piazze fieristiche si gioca sempre più sulla capacità di offrire non solo opere di qualità, ma anche un contesto culturale e cittadino capace di giustificare lo spostamento di collezionisti e conservatori da tutto il mondo. In questo senso, la città stessa lavora come argomento di vendita implicito: pochi altri centri al mondo possono offrire, nello stesso raggio di poche centinaia di metri dalla fiera, una concentrazione di capolavori rinascimentali e barocchi paragonabile a quella fiorentina.

Un formato consolidato nel panorama internazionale

La BIAF si distingue dalle grandi fiere generaliste per una selezione degli espositori particolarmente rigorosa, con un comitato scientifico che verifica autenticità e provenienza delle opere prima dell’ammissione alla fiera — una procedura che negli anni ha contribuito a costruire la reputazione della manifestazione come punto di riferimento anche per i grandi musei internazionali, spesso presenti tra i visitatori dell’anteprima riservata. Un approccio per certi versi complementare a quello delle grandi fiere europee dedicate all’arte antica, come la stessa TEFAF di Maastricht, che si tiene nei Paesi Bassi in primavera e con cui la BIAF condivide parte del pubblico internazionale di collezionisti e conservatori museali.

Cosa vedere oltre gli stand

Come per le precedenti edizioni, la fiera dovrebbe essere accompagnata da un calendario di eventi collaterali organizzati in collaborazione con istituzioni culturali fiorentine, dalle conferenze tenute da esperti internazionali di storia dell’arte alle aperture straordinarie serali di alcune sale del palazzo, passando per visite guidate tematiche pensate sia per gli operatori del settore sia per il pubblico generalista che si avvicina per la prima volta al collezionismo di arte antica. La formula, che unisce mercato e programmazione culturale, resta uno degli elementi distintivi della BIAF rispetto a fiere più orientate alla pura transazione commerciale, e contribuisce a spiegare perché l’evento continui ad attirare anche visitatori privi di intenzione d’acquisto, semplicemente interessati a vedere riunite in un unico luogo opere che normalmente restano disperse tra collezioni private difficilmente accessibili al pubblico.

Info-box: BIAF 2026

  • Dove: Palazzo Corsini, Lungarno Corsini 10, Firenze.
  • Quando: dal 26 settembre al 4 ottobre 2026; anteprima riservata venerdì 25 settembre.
  • Edizione: 34ª, circa ottanta espositori italiani e internazionali.
  • Direzione: Segretario Generale Bruno Botticelli.
  • Orari: tutti i giorni dalle 10:30 alle 19:30, biglietteria fino alle 19:00.
  • Biglietti: intero 25 euro; ridotto residenti Città Metropolitana di Firenze 10 euro; gruppi organizzati (minimo 12 persone, su prenotazione) 10 euro.
  • Convenzioni: riduzioni per i possessori del biglietto BIAF presso i Musei Civici fiorentini.
  • Sito ufficiale: biaf.it.

Nota redazionale

Le informazioni riportate sono aggiornate alla data di pubblicazione e si basano sui comunicati diffusi dagli organizzatori della fiera. Orari, prezzi, eventuali eventi collaterali e modalità di accesso possono subire variazioni nel corso dei giorni di apertura: si raccomanda di verificare sempre il sito ufficiale della BIAF prima di programmare la visita, in particolare per chi arriva da fuori Firenze e intende organizzare la trasferta in coincidenza con l’anteprima o con il primo weekend di apertura al pubblico.

Foto: Red Nguyen via Pexels

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