Monica Biancardi al MAN di Nuoro 2026: undici fotografie sulla Palestina e su un legame lungo vent’anni
Undici fotografie in bianco e nero. Un lavoro durato quasi vent’anni. Al centro: Sara e Saleha, due gemelle beduine nate in Palestina, seguite da Monica Biancardi dall’infanzia fino all’età adulta. Il capitale che cresce, curata da Chiara Gatti e sostenuta dal Ministero della Cultura attraverso il Piano per l’Arte Contemporanea, è una mostra che si sviluppa nel tempo prima ancora che nello spazio: ogni immagine porta con sé anni di presenza, di ritorno, di fiducia costruita lentamente tra fotografa e soggette.
L’archivio dell’anima per Monica Biancardi al MAN di Nuoro
Il titolo viene da Marx — “il capitale che cresce” è il lavoro non pagato, il valore accumulato invisibilmente — ma qui il ribaltamento è preciso: quello che cresce in questa mostra non è il profitto ma la relazione. Vent’anni di fotografie non costruiscono un reportage di guerra né una denuncia politica diretta. Costruiscono qualcosa di più difficile da realizzare e da guardare: la documentazione di una vita, di due vite, nel loro svolgersi ordinario dentro un contesto straordinariamente violento.
Biancardi non fotografa il conflitto. Fotografa le bambine che giocano, le donne che crescono, i gesti quotidiani che persistono nonostante tutto. È una scelta etica prima che estetica: decidere di guardare la vita invece che la morte, la resilienza invece che la distruzione. L’effetto su chi guarda è spiazzante — più potente, in molti casi, di qualsiasi immagine di guerra. Il talk di presentazione, tenuto il 23 aprile con la curatrice Chiara Gatti, è disponibile sulle piattaforme del MAN per chi volesse approfondire il metodo di lavoro dell’autrice prima della visita.
Il MAN di Nuoro: un museo che vale il viaggio
Il Museo d’Arte della Provincia di Nuoro è una delle istituzioni museali più coerenti e autorevoli dell’Italia insulare. Fondato per sostenere e promuovere l’arte moderna e contemporanea in Sardegna — e non solo di provenienza sarda — ha costruito negli anni una programmazione che unisce fotografia di ricerca, arte contemporanea e attenzione alle geografie umane spesso trascurate dal sistema espositivo nazionale.
La mostra di Biancardi si inserisce in questo solco. Il MAN ospita abitualmente lavori che mettono in dialogo la Sardegna — isola, confine, luogo di attraversamento — con altre geografie liminali: la Palestina, in questo caso, non è lontana come sembra dalla Barbagia. Entrambe sono terre dove la memoria è inscritta nel paesaggio e nei corpi, dove il quotidiano porta i segni di storie più grandi di sé.
Per chi visita la Sardegna a maggio, Nuoro è raggiungibile da Cagliari in circa tre ore in treno o autobus, da Sassari in due ore. La città è circondata da un paesaggio barbaricino di straordinaria qualità, e il Museo del Costume — che in questo periodo ospita un’altra esposizione fotografica correlata — dista pochi minuti a piedi. Per il calendario completo della stagione primaverile, il nostro articolo sulle cinque mostre minori di maggio raccoglie le altre quattro selezioni. Chi è interessato al tema del fotogiornalismo come pratica artistica può approfondire, attraverso un confronto storico, il nostro excursus su Degas e la costruzione dello sguardo: un punto di partenza diverso, ma che tocca le stesse questioni fondamentali sul rapporto tra immagine e realtà.
Informazioni pratiche
Dove: MAN – Museo d’Arte Provincia di Nuoro, Via Sebastiano Satta 27, Nuoro
Quando: 24 aprile – 14 giugno 2026
Orari: Martedì–domenica 10.00–13.00 / 15.00–20.00 · Lunedì chiuso
Info: tel. 0784 252110 · museoman.it
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