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Paratissima 2026 Torino: la fiera che non è una fiera

Paratissima 2026 Torino: la fiera che non è una fiera

Paratissima — la manifestazione no-profit di arte contemporanea indipendente che si tiene ogni novembre a Torino in coincidenza con Artissima — festeggia nel 2026 la sua diciannovesima edizione con un programma che prevede oltre 450 artisti selezionati tramite open call, quattro sedi distribuite tra il centro e la prima periferia della città e un format rimasto invariato nelle sue linee essenziali: accesso gratuito al pubblico, nessuna galleria, nessuno stand commerciale, nessun cartellino con il prezzo. Non è una fiera. È il contrario di una fiera. Ed è, per molti artisti, l’unica opportunità di mostrare il proprio lavoro a un pubblico ampio in un contesto istituzionalmente credibile.

Cos’è Paratissima e perché esiste

Paratissima nasce nel 2007 da un’idea semplice: ogni novembre a Torino arrivano migliaia di operatori del settore, collezionisti, giornalisti e appassionati per Artissima — la fiera italiana di arte contemporanea e ricerca. Artissima è rigidamente selettiva: espongono solo gallerie accreditate, e le gallerie espongono solo artisti con cui hanno un rapporto di rappresentanza. Chi non è rappresentato da una galleria non accede ad Artissima. E chi non accede ad Artissima, in quella settimana, non esiste nel sistema.

Paratissima occupa la settimana parallela per offrire un percorso alternativo: open call aperta a tutti gli artisti, senza requisiti di rappresentanza, con una quota di iscrizione accessibile che copre i costi organizzativi. Gli artisti selezionati espongono nei formati che preferiscono — pittura, scultura, installazione, performance, video, fotografia — in spazi che la città mette a disposizione per l’occasione. Il pubblico entra gratuitamente. Gli artisti vendono direttamente, senza commissioni alla galleria.

Il modello non è nuovo nel panorama internazionale delle fiere parallele — The Untitled Space esiste a New York, LISTE a Basilea, NADA a Miami durante Art Basel, Offprint a Parigi durante la FIAC. Ma Paratissima è la più grande di queste manifestazioni in Italia, e la sua dimensione — oltre 450 artisti in un’unica settimana — la rende un fenomeno rilevante anche al di là del contesto cittadino.

Il programma 2026: spazi e sezioni

L’edizione 2026 si distribuisce su quattro sedi principali. La sede storica è la Palazzina di Caccia di Stupinigi — uno dei capolavori del barocco piemontese, residenza di caccia dei Savoia progettata da Filippo Juvarra nel 1729 — che da anni ospita la sezione principale di Paratissima in un contrasto architettonico deliberato e suggestivo tra gli affreschi settecenteschi e il lavoro degli artisti contemporanei. Non sono molte le fiere d’arte nel mondo che si tengono dentro a un patrimonio UNESCO.

La seconda sede è negli spazi industriali dismessi di Ogr — Officine Grandi Riparazioni, il polo culturale torinese che negli ultimi anni è diventato uno dei luoghi più attivi per l’arte contemporanea in Italia, e che Paratissima usa per la sezione dedicata a installazioni di grande formato e performance. La terza sede, negli spazi di Combo Torino nel centro, ospita la sezione dedicata ai lavori su carta e alla fotografia. La quarta, itinerante, occupa spazi temporanei in quartieri diversi ogni anno — nel 2025 era nel Quadrilatero Romano, nel 2026 si sposta al Balon.

Il processo di selezione: open call e giuria

Ogni anno Paratissima riceve tra i 2.000 e i 3.000 candidature per circa 450 posti disponibili. La selezione è affidata a una giuria mista composta da curatori, critici, galleristi e artisti che variano parzialmente di anno in anno. I criteri di selezione non sono resi pubblici in dettaglio — una scelta che produce critiche da parte degli artisti esclusi ma che preserva la flessibilità della giuria nel rispondere a linguaggi emergenti che criteri predefiniti escluderebbero per definizione.

Il tasso di rifiuto è alto: circa il 75-80% delle candidature non viene accettato. Questo non rende Paratissima una manifestazione elitaria nel senso commerciale, ma significa che non è una vetrina indifferenziata. La selezione produce una qualità media sufficientemente alta da rendere la visita — che dura tipicamente una giornata intera per percorrere tutte le sedi — densa e non ripetitiva.

Torino nell’ultima settimana di ottobre: come muoversi

La settimana di Artissima e Paratissima trasforma Torino in una città temporaneamente diversa da sé stessa. Gli hotel si riempiono, i ristoranti del centro prolungano gli orari, il Lingotto — dove si tiene Artissima — è connesso al centro con navette frequenti. Paratissima organizza shuttle tra le proprie sedi per facilitare lo spostamento tra Stupinigi e il centro, ma è utile verificare il programma delle navette sul sito ufficiale nelle settimane precedenti l’evento.

Chi viene a Torino per Paratissima e non vuole perdere l’occasione di visitare anche The Phair — la fiera della fotografia che si tiene nella stessa settimana alla Promotrice delle Belle Arti — può organizzare un calendario che combina le tre manifestazioni senza difficoltà logistiche eccessive. La città è sufficientemente compatta da permettere spostamenti rapidi tra le diverse sedi, e i mezzi pubblici coperti dall’abbonamento settimanale raggiungono tutte le location principali.

Il contesto internazionale è ovviamente diverso da quello di Art Basel o delle grandi fiere europee, ma Paratissima non si pone in competizione con quel circuito — lo affianca, occupando uno spazio che le grandi fiere commerciali non possono e non vogliono occupare.

Perché vale la visita: l’arte senza la mediazione del mercato

La differenza tra visitare Artissima e visitare Paratissima non è una questione di qualità assoluta — ci sono artisti straordinari in entrambe le manifestazioni. È una questione di relazione con il lavoro e con gli autori. Nelle grandi fiere commerciali, l’artista è raramente presente al suo stand. A Paratissima, l’artista è spesso accanto all’opera — può essere interpellato, può spiegare, può essere in disaccordo con le domande che gli vengono poste.

Questo tipo di accesso diretto — che è poi la normalità di qualsiasi atelier aperto — è raro nelle manifestazioni di scala internazionale. Paratissima lo offre come struttura, non come eccezione. E per chi si avvicina all’arte contemporanea senza ancora un vocabolario consolidato, la possibilità di parlare con chi ha fatto l’opera è un’esperienza formativa che nessuna guida o didascalia può sostituire.

Info pratiche

  • Quando: 4–8 novembre 2026 (date soggette a conferma ufficiale su paratissima.it)
  • Sede principale: Palazzina di Caccia di Stupinigi, Piazza Principe Amedeo 7, Nichelino (TO) — raggiungibile da Torino Porta Nuova con bus GTT linea 41 (45 min) o taxi (20 min)
  • Sedi aggiuntive: Ogr Torino, Corso Castelfidardo 22; Combo Torino, Via Carlo Alberto 40; sede al Balon (indirizzo definitivo su sito)
  • Ingresso: gratuito per tutte le sedi
  • Open call artisti: apertura indicativa febbraio 2026; quota di partecipazione €180–250 per artista (dipende dalla tipologia di opera). Dettagli su paratissima.it
  • Navette tra sedi: servizio gratuito per i visitatori; orari e fermate pubblicati su sito e app nelle settimane precedenti l’evento
  • Hotel: prenotare con almeno due mesi di anticipo; la settimana Artissima esaurisce rapidamente la disponibilità ricettiva nelle fasce medie
  • Nota redazionale: date, orari e programma soggetti a conferma ufficiale. Verificare sempre su paratissima.it prima di pianificare il viaggio.

Foto: Airam Dato-on via Pexels

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