Artissima 2026 a Torino: guida alla fiera di arte contemporanea di novembre
Artissima 2026 si terrà a Torino dal 6 all’8 novembre 2026 (con preview riservata agli operatori e vernissage il 5 novembre) presso l’Oval Lingotto, il padiglione olimpico che da trent’anni ospita la più importante fiera italiana di arte contemporanea. Chi partecipa, chi espone, quanto costano i biglietti e come arrivare: tutto quello che serve sapere prima della trentaduesima edizione della fiera fondata nel 1994.
Cos’è Artissima e perché conta
Artissima è la principale fiera italiana dedicata all’arte contemporanea e alla ricerca. Fondata a Torino nel 1994, è l’unica grande fiera italiana focalizzata esclusivamente sul contemporaneo — un posizionamento che la distingue da Miart (Milano, primavera), orientata verso un pubblico più ampio, e da Arte Fiera (Bologna, gennaio), che include un’attenzione significativa al moderno. Artissima seleziona gallerie con un approccio curatoriale, privilegiando la ricerca rispetto alla commercialità pura.
Il format ha resistito a trent’anni di mercato cambiante mantenendo una caratteristica rara nel circuito fieristico internazionale: la capacità di presentare artisti emergenti in un contesto di mercato autentico, senza ghettizzarli in sezioni separate dal flusso commerciale principale. Questa integrazione ha costruito la reputazione di Artissima come luogo dove si incontrano i collezionisti che cercano il prossimo Koons o Hirst prima che diventi impossibile acquistarli.
La sede: l’Oval Lingotto
L’Oval Lingotto è il palasport costruito per le Olimpiadi Invernali di Torino 2006, capace di ospitare fino a 8.500 spettatori. Si trova nel complesso industriale Lingotto — l’ex fabbrica FIAT riconvertita da Renzo Piano negli anni Ottanta in centro commerciale, hotel, auditorium e spazi espositivi — nel quartiere Lingotto-Nizza, a circa tre chilometri dal centro di Torino.
La scelta dell’Oval come sede della fiera risponde a logiche pratiche e simboliche insieme. L’architettura industriale riconvertita è il contesto fisico ideale per l’arte contemporanea: spazi grandi, luce controllata, assenza di elementi decorativi che competano con le opere. E il quartiere Lingotto, con la sua storia operaia e la sua trasformazione in polo culturale, è un contesto coerente con la vocazione civica che Artissima ha sempre rivendicato come parte della propria identità torinese.
Le sezioni: Main Section, Present Future, Back to the Future
Artissima è articolata in tre sezioni principali, ciascuna con una logica curatoriale distinta.
Main Section è il nucleo commerciale della fiera: gallerie di media e grande dimensione, prevalentemente con rappresentazioni di artisti già affermati o in fase di consolidamento. L’edizione 2026 conta circa 130 gallerie in questa sezione, tra cui presenze italiane storiche (Galleria Continua, Massimo De Carlo, Francesca Minini, Gio Marconi) e gallerie internazionali di primo livello.
Present Future è la sezione più seguita dagli addetti ai lavori: ogni galleria partecipante presenta un solo artista emergente con un progetto monografico. La sezione è curata da un team indipendente che cambia ogni anno, e storicamente ha anticipato carriere importanti. Fra i nomi emersi da Present Future nelle edizioni precedenti: Diego Marcon, Giulia Cenci, Binta Diaw. L’edizione 2026 include diciannove artiste e artisti selezionati da altrettante gallerie.
Back to the Future si occupa di riscoprire artisti del XX secolo che non hanno ricevuto l’attenzione critica e di mercato che meritavano. Non è una sezione storicistica: l’obiettivo è rimettere in circolazione lavori che il mercato ha marginalizzato per ragioni extrastetiche — di genere, di geografia, di tempismo. Ogni proposta è curata da uno storico dell’arte o un curatore esterno alla galleria proponente.
Il programma collaterale: Artissima oltre la fiera
Artissima non è solo la fiera all’Oval. In parallelo, la città di Torino propone un programma collaterale che trasforma il fine settimana di novembre in una settimana dell’arte a scala urbana. GAM, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Castello di Rivoli e Fondazione Merz inaugurano tipicamente mostre in coincidenza con Artissima, coordinandosi con la fiera per creare un percorso distribuito tra i principali spazi espositivi della città.
Per chi viene da fuori Torino, la settimana di Artissima è anche l’occasione per visitare la collezione del Museo Egizio — la più importante al mondo dopo il Cairo — e gli spazi permanenti della Fondazione Merz e della Fondazione Sandretto, due istituzioni private che hanno trasformato capannoni industriali in luoghi di riferimento per l’arte contemporanea internazionale.
Il mercato: prezzi, collezionisti, tendenze 2026
Artissima non pubblica dati di vendita complessivi, ma le gallerie partecipanti indicano abitualmente range di prezzi molto ampi: da opere sotto i 5.000 euro nelle sezioni di ricerca fino a lavori oltre il mezzo milione nelle posizioni di Main Section di gallerie consolidate. La fascia media — 20.000–80.000 euro per opere di artisti in carriera avanzata — è quella dove si concentra il volume più significativo di transazioni.
Il pubblico di Artissima è prevalentemente europeo: collezionisti italiani (Torino, Milano, Roma), svizzeri, francesi, tedeschi, con una presenza crescente di operatori scandinavi e dell’Est Europa che considerano Artissima una finestra privilegiata sull’arte italiana contemporanea. Rispetto a Phair, la fiera fotografica torinese che si svolge nella stessa città in primavera, Artissima ha un profilo di collezionista più internazionale e una soglia di ingresso economico mediamente più alta.
Il 2026 arriva dopo due anni di mercato selettivo: la correzione dei prezzi dell’arte contemporanea post-pandemia ha ridimensionato alcune speculazioni, ma ha anche creato opportunità per i collezionisti con prospettiva a lungo termine. Le gallerie presenti ad Artissima sono state selezionate con criteri che privilegiano la solidità del progetto rispetto alla rilevanza di mercato a breve termine — una scelta che nella stagione attuale appare particolarmente difendibile.
Artissima e l’ecosistema torinese
Torino ha una relazione speciale con l’arte contemporanea che precede Artissima di qualche decennio. La città ha ospitato la prima edizione italiana di Arte Povera negli anni Sessanta, ha costruito un sistema di istituzioni private che non ha equivalenti in Italia per densità e qualità, e ha sviluppato un collezionismo locale con caratteristiche proprie: attento alla ricerca, fedele al lungo periodo, meno esposto alle mode del mercato internazionale rispetto a Milano o Roma.
Artissima è il momento in cui questo ecosistema si rende visibile. Per tre giorni a novembre, Torino smette di essere la città industriale in transizione e diventa il centro del sistema dell’arte contemporanea italiana — un momento in cui le gallerie, i musei, i collezionisti, le istituzioni e gli artisti condividono lo stesso spazio fisico e producono quella circolazione di idee che nessuna fiera internazionale, per quanto più grande, riesce a replicare con la stessa intensità. Per un confronto con gli altri appuntamenti fieristici italiani del 2026, la guida a Frieze London offre un termine di paragone utile sul mercato internazionale.
Info pratiche
- Dove: Oval Lingotto, Via Giacomo Mattè Trucco 70, Torino
- Quando: Preview operatori giovedì 5 novembre 2026; apertura al pubblico venerdì 6 – domenica 8 novembre 2026 (orari: 12:00–20:00 venerdì, 11:00–20:00 sabato e domenica)
- Biglietti: intero €20, ridotto €15 (studenti, under 26, over 65). Abbonamento 3 giorni €35. Disponibili su artissima.it
- Ingresso gratuito: bambini under 14; professionisti accreditati (gallerie, musei, istituzioni, media)
- Come arrivare: metro linea 1, fermata Lingotto (5 minuti a piedi dall’Oval). Da Milano: Frecciarossa Torino Porta Susa (54 minuti); da Torino Porta Susa a Lingotto, metro linea 1 (15 minuti)
- Accrediti professionali: richiesta su artissima.it, termine indicativo settembre 2026
- Parcheggio: Lingotto dispone di ampio parcheggio interrato (a pagamento)
- Nota: date, prezzi e programma soggetti a conferma ufficiale da parte dell’organizzazione. Verificare sempre su artissima.it prima dell’acquisto.
Foto: Airam Dato-on via Pexels
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