I tetti di Gerace, in provincia di Reggio Calabria, visti dall'alto
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Il borgo sulla rupe con la cattedrale più grande della Calabria e una chiesa ortodossa

Il borgo sulla rupe con la cattedrale più grande della Calabria e una chiesa ortodossa

Si vede da lontano, aggrappata a una rupe a circa cinquecento metri di quota, con il mare Ionio sullo sfondo e le montagne dell’Aspromonte alle spalle. Gerace, nella città metropolitana di Reggio Calabria (RC), Calabria, è un borgo di poco più di duemila abitanti che conserva una concentrazione di arte medievale quasi incredibile per le sue dimensioni: la chiesa più vasta della regione, una piccola chiesa che il Touring Club definisce la più antica chiesa ortodossa d’Italia, un convento gotico con un altare di marmi intarsiati. Alcune guide l’hanno ribattezzata la «Gerusalemme dello Ionio», un soprannome che si capisce non appena si cammina tra le sue pietre dorate. Ha ottenuto anche la Bandiera Arancione del Touring Club Italiano.

I tetti di Gerace, in provincia di Reggio Calabria, visti dall'alto
I tetti di Gerace visti dall’alto. Fonte: Wikimedia Commons (Effems</a, CC0)

Come nasce Gerace: dalla costa alla rupe

La storia del borgo comincia con un abbandono. Dal VII secolo d.C., con la crisi di Locri (minacciata dai pirati e sempre meno vivibile a causa delle coste malsane), gli abitanti risalirono sulla rupe, dove sorse un nuovo centro. Bizantini prima, Normanni poi: intorno al 1050 questi ultimi ristrutturarono e fortificarono il castello, di cui oggi restano la torre e parte delle mura, lavorando anche sulla cattedrale e su altre chiese.

Questo doppio volto, greco-bizantino e normanno, rende Gerace un luogo prezioso per chi si interessa alla stratificazione culturale del Sud Italia. Per confrontarlo con altre città del Mezzogiorno plasmate dagli stessi incontri, vale la pena leggere la nostra guida ai mosaici d’oro normanni di Palermo, quella sul mosaico della Cattedrale di Otranto e quella sulla città bizantina per eccellenza, Ravenna.

La Cattedrale: la più vasta chiesa della Calabria

La Cattedrale di Santa Maria Assunta è il cuore monumentale del borgo. Consacrata nel 1045 in stile romanico-normanno e nuovamente consacrata nel 1222, è considerata la chiesa più vasta della Calabria: l’interno misura 73 metri di lunghezza per 26 di larghezza. Ha tre navate separate da venti colonne di recupero e da due grandi pilastri a T, un transetto con abside e, sotto, una cripta a pianta a croce greca che potrebbe risalire all’VIII secolo. Le colonne, con i loro capitelli ionici, provengono da templi della Magna Grecia, e danno alla navata un’aria di museo dell’antichità che attraversa i secoli.

Interno a tre navate della Cattedrale di Gerace con le colonne di recupero
L’interno della Cattedrale di Gerace, con le colonne di recupero. Fonte: Wikimedia Commons (<a rel=”nofollow” class=”external text” href=”https://www.flickr.com/photos/daff, CC BY-SA 2.0)

Il Tesoro della Cattedrale, nella cappella di San Giuseppe accanto alla cripta, custodisce argenti, paramenti, dipinti, sculture lignee e undici corali pergamenacei della fine del Quattrocento. Tra i pezzi più preziosi c’è un arazzo fiammingo del Seicento con il marchio di Bruxelles e la firma di Jan Leyniers, e una piccola croce reliquiario in lamina d’oro proveniente da Gerusalemme, databile al XII secolo. Per immaginare dove nasce quel genere di arazzi, può essere interessante sfogliare la nostra guida al Belgio in tre giorni.

Le colonne riutilizzate nella navata sono la prova che la Magna Grecia non è mai sparita, ma si è trasformata. Per vedere cosa ne è rimasto nei musei, la tappa è doppia: il MArTA di Taranto e il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, con i Bronzi di Riace.

San Giovannello: una chiesa ortodossa nel cuore del Sud

Pochi passi più in là si trova una delle chiese più sorprendenti d’Italia: San Giovannello, edificio dell’XI secolo (alcune fonti lo riportano al X) che il Touring Club descrive come la più antica chiesa greco-ortodossa d’Italia. È piccola, essenziale, quasi un contrappunto alla monumentalità della cattedrale, e testimonia la lunga convivenza del rito greco con quello latino in Calabria.

La chiesa di San Giovannello a Gerace
La chiesa di San Giovannello a Gerace. Fonte: Wikimedia Commons (Ben, CC BY-SA 4.0)

Il cuore urbano che la ospita è la Piazza delle Tre Chiese, dove si affacciano San Giovannello, San Francesco e il Sacro Cuore, quest’ultimo ricostruito dopo il terremoto del 1783.

San Francesco d’Assisi e l’altare di marmi intarsiati

La chiesa di San Francesco d’Assisi è un edificio gotico del Duecento, legato a una donazione reale di Carlo II nel 1294. All’interno si ammira un maestoso altare in marmi policromi intarsiati, opera barocca del Seicento, e il sarcofago di Nicola Ruffo, del Trecento, attribuito a un artista pisano. È un esempio di come il barocco meridionale sappia, anche nei borghi più piccoli, giocare con il colore: se vi appassiona questa lingua, il suo capitolo più spettacolare è nella guida a Lecce, la Firenze del Sud.

Il portale della chiesa di San Francesco d'Assisi a Gerace
Il portale della chiesa di San Francesco d’Assisi a Gerace. Fonte: Wikimedia Commons (Phy, CC BY-SA 4.0)

Come leggere Gerace in una giornata

Il modo migliore per visitare Gerace è seguire l’ordine della sua storia, dall’alto verso il basso. Si parcheggia fuori dalle mura e si entra nella Città Alta a piedi, dirigendosi subito alla cattedrale, per vederla con la luce del mattino quando l’interno è meno affollato. Si scende poi nella cripta e nel Tesoro, e si esce verso la Piazza delle Tre Chiese, dove in pochi metri si passa dal romanico normanno al rito greco di San Giovannello e al gotico francescano. Il pomeriggio è per i vicoli, per le botteghe di ceramica e per le Bombarde, da cui al tramonto lo Ionio cambia colore. È una visita che si fa lentamente, perché ogni salita regala un belvedere inatteso e perché le chiese, in un borgo di questa taglia, sono ancora luoghi vissuti più che monumenti da fotografare.

Chi ha tempo può dedicare una seconda giornata alla costa. Il sito archeologico di Locri, a pochi chilometri, permette di vedere da dove provenivano gli abitanti che salirono sulla rupe e, forse, anche le colonne che oggi sorreggono la navata: un’idea suggestiva, anche se le fonti consultate parlano soltanto di colonne di spoglio provenienti da templi della Magna Grecia, senza indicarne l’origine precisa.

Il centro storico: Bombarde, botteghe e ceramiche

Un tempo la Città Alta era difesa da diverse cinte concentriche con dodici porte. Camminare per via Zaleuco, che attraversa il borgo, significa attraversare quella storia, fino alle Bombarde, la parte bassa della Città Alta, da cui lo sguardo si apre sul mare. Nelle botteghe scavate nella roccia si lavorano ancora ceramiche, piastrelle e maioliche. Il paesaggio urbano, fatto di pietra chiara e di vicoli ripidi, ricorda per spirito altri borghi scavati o sospesi: la nostra guida a Civita di Bagnoregio, i Sassi di Matera e il borgo degli artisti di Calcata.

Gerace nel viaggio in Calabria

Gerace è una tappa fondamentale per chi vuole costruire un itinerario calabrese basato sull’arte. La nostra guida completa alla Calabria, tra arte, musei e paesaggi inquadra il territorio nel suo insieme, mentre Tropea, il borgo più fotografato della regione offre il contrappunto marino. Per un grande protagonista della pittura meridionale del Quattrocento, la scheda su Antonello da Messina, il pittore che cambiò la luce italiana è il passo successivo.

Sul versante pugliese e campano, il viaggio può continuare con Bari, Polignano a Mare, Ostuni e, in Campania, con il Cilento di Trentinara e la Certosa di Padula. Per capire come funzionano i circuiti meno battuti del Paese, ecco la raccolta dei borghi italiani e le altre guide turistiche.

Per verificare orari, aperture e informazioni pratiche sui monumenti, la scheda di Gerace del FAI e la guida del Touring Club su cosa vedere a Gerace sono i riferimenti più affidabili.

Una città che non ha mai smesso di cambiare nome

Si dice spesso che Gerace sia un luogo «fermo nel tempo», ma è una descrizione che tradisce il suo carattere. Questo borgo è nato da una fuga, ha cambiato dominatori e riti, ha riusato colonne greche per costruire chiese cristiane e ha ricostruito più volte sopra le macerie dei terremoti. Se è arrivato fino a noi non è perché sia rimasto immobile, ma perché ha continuato a trasformarsi senza perdere il filo. In fondo è un paradosso utile: la continuità, a Gerace, non è il contrario del cambiamento, ma il suo risultato. Ciò che resta è solo ciò che ha accettato di diventare altro.

Informazioni pratiche

Dove si trova: Gerace (RC), Calabria, su una rupe a circa 500 metri, non lontano dalla costa ionica e dal Parco Nazionale dell’Aspromonte. Da non perdere: Cattedrale e Tesoro, cripta, San Giovannello, San Francesco d’Assisi, Piazza delle Tre Chiese, Bombarde, resti del castello. Da portare con sé: scarpe comode per le salite in pietra; un’ora di tempo in più della prevista per le soste ai belvedere. Nei dintorni: il sito archeologico di Locri, la costa ionica, Reggio Calabria con il museo dei Bronzi di Riace.

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