Assisi città d’arte: guida alla Basilica di San Francesco e a Giotto
Ad Assisi esistono due chiese, una sopra l’altra, costruite nello stesso decennio per raccontare due modi opposti di rappresentare la fede: sotto, la penombra romanica della Basilica Inferiore; sopra, la luce gotica della Basilica Superiore. Nel mezzo, tra il 1290 e il 1300 circa, un giovane pittore fiorentino cambiò per sempre la storia dell’arte occidentale.
Quel pittore era Giotto di Bondone, e la Basilica Papale di San Francesco è il luogo in cui la sua rivoluzione si può ancora vedere per intero, parete dopo parete. Ma Assisi non è solo questo: è una città medievale pressoché intatta, arroccata sul Monte Subasio, dove la pietra rosa del Subasio unifica ogni edificio in una tonalità che cambia colore con la luce del giorno.
Il cantiere che formò un secolo di pittori
Nella Basilica Superiore, ventotto riquadri raccontano la vita di san Francesco lungo le pareti della navata, in un ciclo attribuito a Giotto e alla sua bottega, realizzato tra il 1297 e il 1300 circa. È qui che si consuma la rottura con la tradizione bizantina: i corpi acquistano peso e volume, i volti esprimono emozioni riconoscibili, gli edifici dipinti simulano una profondità spaziale credibile. San Francesco che predica agli uccelli, che rinuncia ai beni paterni, che riceve le stimmate sulla Verna: ogni scena è costruita come un piccolo teatro, con un’attenzione alla psicologia dei personaggi che nessuno, prima, aveva osato.
Il cantiere di Assisi funzionò da scuola per una generazione intera di pittori italiani. Cimabue vi lavorò prima di Giotto, lasciando nel transetto della Basilica Superiore una Crocifissione oggi in gran parte ossidata dal tempo ma ancora impressionante nella sua drammaticità; Pietro Lorenzetti e Simone Martini intervennero più tardi nella Basilica Inferiore. L’influenza di questo cantiere arrivò fino a Padova, dove lo stesso Giotto avrebbe portato a compimento, pochi anni dopo, il ciclo della Cappella degli Scrovegni: un legame diretto che si può approfondire nella guida a Padova, Giotto e Donatello.
La Basilica Inferiore e la tomba del santo
La Basilica Inferiore, più antica e raccolta, custodisce nella cripta la tomba di san Francesco, riscoperta solo nel 1818 dopo secoli in cui la sua collocazione esatta era stata deliberatamente nascosta per timore di furti delle reliquie. Le volte della basilica sono affrescate con le Allegorie francescane, un tempo attribuite a Giotto e oggi più spesso riferite alla sua cerchia, e con la Maestà di Cimabue nel transetto destro, uno dei ritratti più antichi e celebri del santo, dipinto a pochi decenni dalla sua morte nel 1226.
Chi si interessa alla fortuna di Giotto oltre i grandi cicli conosciuti può proseguire il percorso con gli affreschi meno noti del pittore fiorentino, sparsi in chiese e cappelle minori di tutta Italia.
Chi era l’uomo dietro il santo
Francesco nacque ad Assisi attorno al 1182, figlio di un ricco mercante di tessuti, e trascorse la giovinezza tra vestiti eleganti e ambizioni cavalleresche prima di attraversare la crisi che lo avrebbe portato, verso il 1206, a spogliarsi pubblicamente degli abiti paterni in piazza e a scegliere una vita di povertà assoluta. Fondò un ordine che in pochi decenni si diffuse in tutta Europa, predicò agli animali secondo la tradizione agiografica, ricevette le stimmate sul monte della Verna nel 1224 e morì ad Assisi nel 1226, poco più che quarantenne. Fu canonizzato appena due anni dopo, nel 1228, e la costruzione della Basilica a lui dedicata iniziò lo stesso anno, per volontà di papa Gregorio IX.
La rapidità con cui la città passò dall’ospitare un predicatore scalzo a costruire uno dei più grandi cantieri artistici del Duecento europeo racconta bene la forza di quel culto, capace di attirare in pochi decenni le migliori maestranze pittoriche della penisola.
Il Museo del Tesoro e la collezione Perkins
Accanto alla Basilica, il Museo del Tesoro della Basilica di San Francesco custodisce paramenti liturgici, oreficerie e dipinti donati nei secoli da pontefici e sovrani, insieme alla collezione Frederick Mason Perkins, storico dell’arte statunitense che lasciò al Sacro Convento la propria raccolta di tavole del Tre e Quattrocento toscano e umbro. È una tappa meno battuta rispetto ai cicli affrescati, ma permette di vedere da vicino la produzione pittorica su tavola che accompagnò, in parallelo, la grande stagione dell’affresco.
La città oltre la Basilica
Assisi non si esaurisce nel suo monumento più celebre. La Piazza del Comune, costruita sull’area del foro romano, conserva il Tempio di Minerva con la sua facciata a colonne corinzie perfettamente conservata, oggi inglobata in una chiesa barocca: un cortocircuito visivo tra l’antichità romana e la devozione cristiana tipico di molte città umbre. Poco distante, la Rocca Maggiore domina l’abitato da un colle e offre uno dei panorami più ampi sulla valle spoletina.
Fuori le mura, la Basilica di Santa Chiara custodisce il crocifisso ligneo che, secondo la tradizione, parlò a san Francesco nella chiesetta di San Damiano invitandolo a “riparare la mia casa”. San Damiano stesso, raggiungibile a piedi in una ventina di minuti immersi negli ulivi, resta uno dei luoghi più silenziosi e meno affollati dell’intero percorso francescano, insieme all’Eremo delle Carceri, incastonato tra i boschi del Monte Subasio, dove il santo si ritirava in preghiera lontano dal trambusto della città.
Chi percorre la città con calma nota anche i segni di una storia più antica: mura romane inglobate negli edifici medievali, cisterne e resti di domus riemersi negli scavi condotti sotto la piazza principale, e un impianto urbano che ha conservato pressoché intatta la scala medievale, senza le sventramenti ottocenteschi che hanno trasformato molti altri centri storici italiani.
Assisi nel contesto umbro
La città si inserisce in un sistema di centri d’arte umbri che condividono radici artistiche e religiose comuni: Perugia, con la sua Galleria Nazionale, e Spoleto, che ogni estate ospita uno dei festival culturali più importanti d’Italia. Un itinerario che tocchi entrambe le città permette di ricostruire il contesto in cui operarono pittori come Perugino, che proprio in Umbria formò il giovane Raffaello. La guida a Perugia città d’arte approfondisce questo lato della regione, mentre la guida allo Spoleto Festival segnala come gli itinerari tra le città umbre, da Assisi a Todi e Orvieto, restino tra i più densi d’arte del centro Italia.
Informazioni pratiche
- Indirizzo Basilica: Piazza San Francesco, Assisi (PG).
- Come arrivare: stazione di Assisi sulla linea Foligno-Terontola, con bus navetta per il centro storico; in auto uscita Assisi sulla E45.
- Orari: Basilica Inferiore, estate 6:00-18:30 nei feriali, 10:30-16:30 nei festivi; Basilica Superiore 8:30-18:45 nei feriali, 13:00-18:45 nei festivi. Orari ridotti in inverno.
- Ingresso: gratuito per i visitatori individuali, senza biglietto.
- Prenotazione: necessaria solo per gruppi organizzati, tramite il sistema di prenotazione del Sacro Convento.
- Accessibilità: percorsi accessibili nella Basilica Inferiore; alcuni tratti della Superiore presentano gradini.
- Sito ufficiale: sanfrancescoassisi.org.
Foto: Roberto Canaglia via Pexels
SOSTIENI GRATUITAMENTE IL PROGETTO DI ITALIAN ART JOURNAL SEGUENDOCI SU FACEBOOK E SU INSTAGRAM
PER VEDERE LE NOSTRE PRODUZIONI MEDIA SEGUI ANCHE ARTING AROUND SU FACEBOOK, INSTAGRAM E TIKTOK.
PER TE È GRATIS, PER NOI È ESTREMAMENTE IMPORTANTE! GRAZIE MILLE!
