Museo Egizio di Torino: guida basica - ma completa - alla visita
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Museo Egizio di Torino: guida basica – ma completa – alla visita

Museo Egizio di Torino: guida basica – ma completa – alla visita

Il Museo Egizio di Torino ospita la seconda collezione egizia più importante al mondo dopo quella del Cairo: più di 40.000 oggetti, quattromila anni di civiltà racchiusi in un palazzo barocco nel cuore del Piemonte.

Guida al museo egizio di Torino – come nasce la più grande collezione egizia d’Europa

Tutto comincia nel 1824, quando il re Carlo Felice acquista la raccolta di Bernardino Drovetti, console generale della Francia in Egitto per quasi vent’anni: oltre 5.000 oggetti — statue colossali, papiri, sarcofagi, corredi funebri — riuniti in un unico atto di lungimiranza diplomatica e un po’ di fortuna storica. Pochi anni dopo, il museo viene fondato formalmente. È il primo al mondo dedicato esclusivamente alla civiltà egizia.

Le acquisizioni successive ampliarono la raccolta in modo sistematico. La missione di Ernesto Schiaparelli, direttore del museo dal 1894 al 1928, portò a Torino oltre 10.000 nuovi pezzi grazie a scavi regolari condotti nella Valle dei Re e a Deir el-Medina. Oggi la collezione conta oltre 40.000 reperti, distribuiti su sei piani del Palazzo delle Accademie, con un arco temporale che copre dal Predinastico all’età copta — quattromila anni che nessuna istituzione europea può vantare con la stessa continuità.

La Galleria dei Re e le statue monumentali

Il percorso inizia dalla Galleria dei Re: una sequenza di statue monumentali che include la celebre statua di Ramesse II, alta quasi quattro metri in granito grigio, e quelle dei faraoni Thutmosi III e Amenhotep II. La luce laterale progettata dall’allestimento non è decorativa: è una scelta interpretativa che restituisce alle statue la loro natura di oggetti sacri, non di pezzi da collezione.

Ramesse II regnò per 66 anni, costruì Abu Simbel, firmò il primo trattato di pace scritto della storia con gli Ittiti. In questa statua — seduto, mani appoggiate sulle cosce, sguardo perso in una distanza che non è geografica — c’è qualcosa che va oltre la celebrazione del potere. È la quiete di chi sa di essere già leggenda. Una traccia di pigmento rosso ancora visibile sulle labbra ricorda che le statue egizie non erano mai bianche: erano dipinte, vive, presenti.

Guida al Museo egizio di Torino: vita quotidiana ai tempi dei faraoni

La sezione dedicata alla Vita Quotidiana è forse la più emozionante per chi non è uno specialista. Sandali, ceste intrecciate, utensili da cucina, parrucche, cosmetici: oggetti preservati per tre millenni nella sabbia secca del deserto egiziano. È qui che il tempo si azzera nel modo più netto. Ci si ritrova a fissare il pennello di una donna senza nome che truccava gli occhi con il kohl duemila anni prima di noi.

La sezione dei Papiri custodisce il corpus più importante al mondo. Il Papiro di Torino, una mappa topografica delle cave di pietra di Wadi Hammamat risalente al 1160 a.C., è considerato il più antico documento cartografico sopravvissuto. Il Papiro dei Re contiene invece la lista dei faraoni d’Egitto. Documenti che riscrivono ogni idea di precocità della scrittura come strumento di potere e di memoria collettiva.

La Tomba di Kha: trentadue secoli rimasti intatti

La tomba di Kha e Merit è probabilmente il pezzo più straordinario dell’intera collezione. Scoperta nel 1906 dagli archeologi Ernesto Schiaparelli e Francesco Ballerini nella Valle dei Nobili a Deir el-Medina, era ancora perfettamente sigillata — non violata dai tombaroli in tremila anni. All’interno, i corredi funebri di un capomastro reale della XVIII Dinastia e di sua moglie erano ancora nei loro contenitori originali: cibo, vesti pregiate, strumenti da lavoro, mobili, oggetti personali.

Il museo ha ricostruito una presentazione che simula il contesto della sepoltura. È uno degli esempi più completi di tomba egizia intatta mai rinvenuta, e la sua presenza a Torino — anziché al Cairo — racconta qualcosa di preciso sui movimenti del patrimonio culturale nell’Ottocento, e sul debito che le istituzioni europee hanno nei confronti delle civiltà che hanno studiato, esplorato e in parte smontato per trasportarle a casa.

L’allestimento firmato da Dante Ferretti

Il radicale restauro del 2015 è firmato dallo scenografo Dante Ferretti, collaboratore storico di Federico Fellini, Martin Scorsese e Tim Burton. La sua firma è nella luce: ogni sala ha un regime luminoso specifico, calibrato per valorizzare i materiali e creare una temperatura emotiva precisa. Le statue si appoggiano sull’oscurità. I papiri respirano in ambienti con bassa luminosità controllata. Ogni scelta tecnica è prima di tutto narrativa.

Il Palazzo delle Accademie, costruzione seicentesca nel centro di Torino, dialoga con gli allestimenti contemporanei senza contrasto né nostalgia. La struttura barocca diventa un contenitore dichiaratamente moderno, e il percorso — articolato su più livelli con una museografia tra le più avanzate d’Europa — rende la visita un’esperienza difficile da sintetizzare in fotografie. Bisogna starci dentro. Camminare lentamente. Lasciare che i secoli prendano il loro tempo.

Come visitare il Museo Egizio nel contesto di Torino

Il Museo Egizio non è un’isola. Si trova nel cuore di una delle città che figura tra le città d’arte più importanti d’Italia — a pochi passi dalla Galleria Sabauda, dal Museo d’Arte Antica di Palazzo Madama e da una concentrazione di architettura barocca unica nel panorama europeo. In una sola giornata, quattromila anni di storia dell’arte diventano un percorso geograficamente percorribile a piedi.

Chi visita Torino nel 2026 non dovrebbe perdere nemmeno la grande mostra dedicata a Il Sodoma alla Fondazione Accorsi-Ometto: un’occasione rara per leggere il Rinascimento eccentrico attraverso uno dei suoi protagonisti meno celebrati fuori dal territorio toscano-senese. Due esperienze distanti millenni, eppure entrambe radicate in una città che continua a sorprendere chi la sottovaluta.

Informazioni pratiche

  • Indirizzo: Via Accademia delle Scienze 6, Torino — a pochi passi da Piazza Castello e Piazza San Carlo
  • Orari: Lunedì 9:00–14:00 | Martedì–Domenica 9:00–18:30 (chiuso il 25 dicembre e il 1° gennaio)
  • Biglietti: Intero €18,00 | Over 70 €15,00 | Studenti 15–18 anni e universitari €3,00 | Junior 6–14 anni €1,00 | Famiglia (2 adulti + 2 minori) €36,00
  • Acquisto: Solo online — obbligatorio. Biglietteria ufficiale museoegizio.it
  • Gratuito: Con Torino+Piemonte Card; prima domenica del mese per residenti piemontesi
  • Come arrivare: Metro linea 1, fermata Re Umberto o Porta Nuova; tram linee 4, 15, 18 (fermata Carignano)
  • Accessibilità: Percorso privo di barriere architettoniche, ascensori su tutti i livelli, audioguide disponibili
  • Prenotazione: Consigliata sempre, obbligatoria nei weekend e nei giorni festivi
  • Sito ufficiale: museoegizio.it

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