5 mostre minori da non perdere in Italia a maggio 2026
Maggio 2026 è il mese della Biennale di Venezia. Dal 9 maggio, i Giardini e l’Arsenale aprono al pubblico con la 61ª edizione — In Minor Keys, curata postuma dal team di Koyo Kouoh — e tutta l’attenzione si concentrerà, comprensibilmente, su Venezia. Ma il calendario di maggio offre molto altro, distribuito su città che non compaiono nelle guide turistiche dell’arte contemporanea: una retrospettiva monstre su Ettore Sottsass in Toscana, Luigi Ghirri a Reggio Emilia con ingresso gratuito, la fotografia civile di Monica Biancardi in Sardegna, un omaggio a Jane Goodall in un museo diocesano lombardo, e Gibellina — città rinata dalle macerie del terremoto del 1968 grazie all’arte — che quest’anno è la prima Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea. Cinque motivi per non passare tutto il mese a Venezia.
1. Ettore Sottsass. Io sono un architetto — Palazzo Buontalenti, Pistoia
Quasi vent’anni dalla morte, Ettore Sottsass (1917–2007) torna al centro dell’attenzione con la retrospettiva più ampia mai dedicata alla sua fase formativa. Io sono un architetto. Ettore Sottsass (lavori dal 1945 al 1975), curata da Enrico Morteo a Palazzo Buontalenti di Pistoia, riunisce oltre 1.400 opere — disegni, fotografie, ceramiche, oggetti di design, documenti d’archivio — tratte in gran parte dal Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma, dove il fondo Sottsass è custodito.
Il focus è sui trent’anni che precedono la nascita del collettivo Memphis: il periodo meno conosciuto, il più interessante per capire come si è formato il linguaggio di uno degli architetti e designer più influenti del Novecento italiano. La mostra ricostruisce i viaggi in California, il rapporto con la cultura pop americana, le ceramiche realizzate per Poltronova, il legame profondo con la Toscana. Pistoia non è una tappa obbligata nei circuiti dell’arte — e questa è esattamente la ragione per cui la mostra si visita senza code e con la concentrazione che merita. L’allestimento è firmato da Daniele Ledda; il catalogo, concepito come un atlante di parole e immagini, è edito da Electa.
Dove: Palazzo Buontalenti, Via de’ Rossi 7, Pistoia
Quando: 7 marzo – 26 luglio 2026
Orari: Martedì–domenica 10.00–19.00 · Domenica visite guidate ore 16.30
Info: pistoiamusei.it
2. Luigi Ghirri. A Series of Dreams — Musei Civici, Reggio Emilia
Luigi Ghirri (1943–1992) è uno dei grandi maestri della fotografia italiana del Novecento. La città dove è vissuto e morto — Reggio Emilia — gli dedica ogni anno una mostra nell’ambito di Fotografia Europea, il festival internazionale che anima la primavera emiliana. L’edizione 2026, inaugurata il 30 aprile a Palazzo dei Musei, è la più ambiziosa degli ultimi anni: A Series of Dreams. Paesaggi visivi e paesaggi sonori esplora il legame profondo tra la fotografia di Ghirri e la musica — un aspetto raramente indagato — affiancandogli il progetto sonoro di Iosonouncane e una sezione speciale al Teatro Municipale dedicata alle copertine di dischi che Ghirri ha firmato nella sua carriera.
La mostra rimarrà aperta fino al 28 febbraio 2027. L’ingresso è gratuito. A maggio, accanto all’esposizione principale, è ancora visitabile Giovane Fotografia Italiana #13 | Premio Luigi Ghirri 2026 — Voci / Voices, con i lavori dei sette finalisti del premio dedicato al fotografo, scelti da una giuria internazionale. Per chi è interessato alla fotografia come linguaggio artistico autonomo, il parallelo con le riflessioni sul rapporto tra sguardo e realtà nella storia dell’arte offre un contesto più ampio in cui collocare la ricerca di Ghirri.
Dove: Palazzo dei Musei, Via Spallanzani 1, Reggio Emilia
Quando: 30 aprile 2026 – 28 febbraio 2027
Ingresso: Gratuito
Info: musei.re.it
3. Monica Biancardi. Il capitale che cresce — MAN, Nuoro
Undici fotografie in bianco e nero. Il soggetto: Sara e Saleha, due gemelle beduine in Palestina, seguite dall’autrice per quasi vent’anni — dall’infanzia all’età adulta. Il capitale che cresce, curata da Chiara Gatti e sostenuta dal Ministero della Cultura attraverso il Piano per l’Arte Contemporanea, non è una mostra di fotogiornalismo. È un archivio dell’anima: la costruzione lenta, paziente, di un legame tra un’artista e due vite.
Il MAN — Museo d’Arte della Provincia di Nuoro — è una delle istituzioni museali più attive e coerenti dell’Italia meridionale e insulare, capace di costruire anno dopo anno una programmazione che unisce ricerca fotografica di qualità e attenzione alle geografie umane dimenticate. Questa mostra, inaugurata il 24 aprile 2026 e aperta fino al 14 giugno, conferma quella vocazione. Nuoro si raggiunge in treno da Cagliari in circa tre ore, o in bus da Sassari in due. Vale il viaggio.
Dove: MAN – Museo d’Arte Provincia di Nuoro, Via Sebastiano Satta 27, Nuoro
Quando: 24 aprile – 14 giugno 2026
Orari: Mart.–dom. 10.00–13.00 / 15.00–20.00 · Lunedì chiuso
Info: museoman.it
4. The Nature of Hope. Un tributo a Jane Goodall — Museo Diocesano, Cremona
Un museo diocesano lombardo che ospita una mostra su Jane Goodall e sul fotogiornalismo ambientale: apparentemente incongruo, in realtà perfettamente coerente. The Nature of Hope – Un tributo a Jane Goodall e alle donne che ha ispirato, al Museo Diocesano di Cremona fino al 17 maggio 2026, è un progetto espositivo nato all’interno del Festival della Fotografia Etica di Lodi e costruito attorno agli scatti iconici di Michael “Nick” Nichols — leggenda del National Geographic — affiancati dal lavoro di Ami Vitale, fotografa pluripremiata e fondatrice di Vital Impacts.
La mostra non celebra Goodall in modo agiografico: la usa come punto di partenza per una riflessione sull’etica dello sguardo, sul ruolo delle donne nella scienza e nella fotografia, e sul rapporto tra uomo e natura. Il contesto — gli spazi del Museo Diocesano, con le sue opere sacre — aggiunge una dimensione inattesa al dialogo. La visita guidata conclusiva è fissata per domenica 17 maggio alle ore 16. Le ultime date disponibili: chi è a Cremona a maggio non ha motivi per non fermarsi.
Dove: Museo Diocesano, Piazza S. A. M. Zaccaria 4, Cremona
Quando: 7 marzo – 17 maggio 2026
Visita guidata conclusiva: domenica 17 maggio ore 16.00
Info: museidiocesicremona.it
5. Gibellina 2026. Prisenti — Valle del Belìce, Sicilia
Il 15 gennaio 1968, un terremoto di magnitudo 6.4 rase al suolo undici comuni della Valle del Belìce, in Sicilia occidentale. Gibellina fu tra le più colpite. La ricostruzione della città nuova fu affidata agli artisti: Alberto Burri coprì le macerie dell’antico centro con il Grande Cretto, uno dei più grandi interventi di land art del mondo. Mimmo Paladino, Pietro Consagra, Mario Schifano e decine di altri artisti contribuirono a costruire uno spazio urbano che è, ancora oggi, il più denso di arte pubblica d’Italia. Nel 2026, Gibellina è stata designata prima Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea.
Il programma di maggio comprende Prisenti, una mostra diffusa ideata da Cristina Costanzo ed Enzo Fiammetta sui drappi processuali di San Rocco: opere tessili storiche e interventi di artisti contemporanei intrecciati in un percorso che attraversa chiese, piazze e spazi pubblici della città. Dal 11 al 30 maggio, il territorio del Belìce si configura come un laboratorio diffuso, con eventi in quattro comuni — Gibellina, Salemi, Santa Ninfa, Salaparuta — che coinvolgono la comunità in una pratica artistica partecipativa curata da Virgilio Sieni. Una delle esperienze più singolari che l’Italia del 2026 offre a chi è disposto ad arrivare dove pochi arrivano. Tutte le info su gibellina2026.it.
Dove: Gibellina e Valle del Belìce, Trapani, Sicilia
Quando: 11–30 maggio 2026 (programma Prisenti) · Capitale Italiana Arte Contemporanea tutto l’anno
Ingresso: La maggior parte degli eventi è gratuita
Info: gibellina2026.it · Grande Cretto di Burri: accesso libero
Cinque mostre, cinque città fuori dai circuiti abituali. Il mese in cui tutti guardano a Venezia è anche il mese in cui Pistoia, Reggio Emilia, Nuoro, Cremona e Gibellina offrono le condizioni migliori per vedere arte senza folla, senza prenotazioni obbligatorie, senza la pressione da calendario che trasforma la cultura in lista della spesa. Per chi si occupa del calendario di aprile, il nostro articolo sulle cinque mostre imperdibili di aprile e quello sui cinque eventi di nicchia di aprile completano il quadro della stagione primaverile.
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