Gibellina 2026: la prima Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea nel cuore del Belìce
Il 15 gennaio 1968, alle 2.33 di notte, un terremoto di magnitudo 6.4 distrusse undici comuni della Valle del Belìce, in Sicilia occidentale. Gibellina fu tra le più colpite: quasi completamente rasa al suolo, con centinaia di vittime. La ricostruzione della città nuova — costruita ex novo a circa diciassette chilometri dall’abitato originale — fu affidata in larga parte agli artisti. Ludovico Corrao, sindaco e poi senatore, convinse Alberto Burri, Mimmo Paladino, Pietro Consagra, Mario Schifano e decine di altri protagonisti dell’arte italiana e internazionale a contribuire alla costruzione di uno spazio urbano che fosse anche, esplicitamente, un’opera d’arte collettiva.
Il risultato è unico al mondo: Gibellina nuova è la città con la più alta concentrazione di arte pubblica in Italia — forse in Europa. E sulle macerie dell’antico abitato sorge il Grande Cretto di Alberto Burri: trecento ettari di cemento grigio che sigillano i resti del vecchio paese, i vicoli ancora percorribili sotto una coltre minerale, la memoria di una città sepolta. Non è un monumento. È un’opera d’arte tra le più grandi mai realizzate — e una delle più commoventi.
Nel 2026, Gibellina è designata prima Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea, iniziativa promossa dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.
Portami il futuro: il programma 2026
Il titolo scelto per la programmazione annuale — Portami il futuro — è una citazione dall’opera di Francesco Venezia, architetto che ha costruito alcuni degli edifici più significativi della città nuova. La direzione artistica è affidata ad Andrea Cusumano, con il coordinamento di Cristina Costanzo, Enzo Fiammetta e Antonio Leone. Il programma si sviluppa in cinque assi: mostre, residenze, arti performative, educazione e partecipazione, simposi e giornate di studio.
Il calendario copre tutto l’anno, con inaugurazioni distribuite mese per mese. A maggio l’appuntamento centrale è Prisenti — termine siciliano per “presenti” — una mostra diffusa ideata da Cristina Costanzo ed Enzo Fiammetta sui drappi processuali di San Rocco: tessuti votivi storici che percorrono le processioni religiose della Valle del Belìce, messi in dialogo con interventi di artisti contemporanei. Non una mostra in un museo, ma un percorso tra chiese, piazze e spazi pubblici della città.
Virgilio Sieni e il territorio come palcoscenico: CERIMONIA
In parallelo, dall’11 al 30 maggio, il coreografo Virgilio Sieni realizza CERIMONIA — un progetto di arte comunitaria che coinvolge gli abitanti di quattro comuni della Valle: Gibellina, Salemi, Santa Ninfa, Salaparuta. Cinquantadue incontri distribuiti nel territorio, con cittadini invitati a partecipare attivamente a una pratica che trasforma il gesto quotidiano in rito collettivo. Il finale è una cerimonia pubblica in Piazza Beuys a Gibellina il 30 maggio.
È il tipo di progetto che l’arte contemporanea raramente realizza in modo convincente — e che a Gibellina ha una radice storica concreta. Ludovico Corrao non ha mai pensato all’arte come decorazione: l’ha pensata come strumento di rigenerazione sociale. Quel progetto continua, sessant’anni dopo il terremoto. Chiunque arrivi a Gibellina in questo mese — e ci vogliono determinazione e ore di viaggio — trova una città che fa sul serio.
Il Grande Cretto di Burri
Qualunque sia la ragione che porta a Gibellina, il Grande Cretto va visto. Alberto Burri ha lavorato all’opera dal 1984 al 1989, poi i lavori si sono interrotti per ragioni finanziarie e sono ripresi solo nel 2015 per completare il progetto originale. Oggi copre i resti del vecchio abitato con una superficie di cemento che riproduce in bianco la planimetria della città sepolta: strade, isolati, cortili. Si può camminare dentro. È la cosa più commovente che l’arte italiana del Novecento abbia lasciato sul territorio. Per approfondire il contesto artistico di Burri e del gruppo di artisti che ha costruito la città nuova, il nostro focus sulle tendenze artistiche del 2026 offre il quadro in cui leggere questo tipo di pratica. Per il calendario completo della stagione primaverile, il nostro articolo sulle cinque mostre minori di maggio raccoglie le altre quattro selezioni.
Come arrivare e informazioni pratiche
Dove: Gibellina, Valle del Belìce, provincia di Trapani, Sicilia
Programma Prisenti: maggio 2026 · diffuso in città
CERIMONIA (Virgilio Sieni): 11–30 maggio 2026, quattro comuni del Belìce
Grande Cretto di Burri: accesso libero, Gibellina Vecchia
Come arrivare: da Palermo in auto (circa 80 km, 1h10 min) o treno fino a Salemi e poi taxi/bus
Info: gibellina2026.it
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