Il Bicentenario de América raggiunge una copertura intercontinentale attraverso le Americhe, l’Europa e l’Asia
Il nome di Jaime Vallardo Chávez non circola più soltanto nei circoli tradizionali dell’arte latinoamericana. Nelle ultime settimane, le esposizioni del Museo Itinerante del Continente Americano, creato e organizzato dal maestro honduregno, sono state pubblicate e pubblicizzate su decine di mezzi di comunicazione distribuiti strategicamente in tre continenti, segnando un traguardo senza precedenti per un progetto culturale nato appena cinque anni fa, in piena pandemia.
La copertura ha raggiunto, negli Stati Uniti, The Saline Courier e Southern Rhode Island Newspapers, due pubblicazioni regionali con forte penetrazione nelle rispettive comunità. Nella regione ASEAN, l’annuncio è stato raccolto da Asean Coverage e Buzzing Asia, entrambi specializzati nella copertura dell’intrattenimento per il Sud-Est asiatico. L’India ha contribuito con due piattaforme di peso: In The Headline, focalizzato sull’intrattenimento, e Surat Khabar, orientato a lifestyle e tecnologia. La lista si completa con Participant Education Center in ambito educativo, Frontal Report nel lifestyle e The World Insiders nella tecnologia — una diversità tematica che conferma come l’interesse per il progetto trascenda il circuito chiuso dell’arte contemporanea.
L’autorità del Bicentenario de América, in cifre
In cifre concrete, questa prima ondata di copertura rappresenta oltre 50.000 visualizzazioni potenziali, con un Rating di Autorità di Dominio (DR) che raggiunge fino a 82 punti nei portali di maggior peso tecnico — una metrica che, nel linguaggio del posizionamento digitale, equivale a una validazione di alta affidabilità presso i principali motori di ricerca del mondo.
“La storia si sta scrivendo. E si sta pubblicando”, ha dichiarato Vallardo Chávez condividendo la notizia con la comunità degli Ambasciatori dell’Arte d’America. “Media di tre continenti. Rating DR fino a 82. Dall’America all’Asia. Dall’intrattenimento alla tecnologia. Dall’educazione al lifestyle. È questo che succede quando 643 artisti lavorano con lealtà, unità e sostegno assoluto.”
L’artista honduregno, noto internazionalmente come “L’Artista delle Monete Mondiali” per la sua tecnica di incorporare frammenti di banconote ritagliate nelle sue opere, ha insistito sul fatto che questo traguardo mediatico non gli appartiene soltanto, ma all’intero collettivo che sostiene il Bicentenario de América dalla sua fondazione: i 643 Ambasciatori dell’Arte d’America, artisti di tutto il continente onorati con il titolo vitalizio di Nobiltà per commemorare, attraverso la loro opera, i 200 anni di indipendenza dei popoli americani.
“Il Bicentenario non è più locale. È mondiale”, ha sentenziato Vallardo Chávez, sottolineando che la portata ottenuta in questa prima fase di diffusione internazionale è appena l’inizio di una strategia di posizionamento che continuerà a espandersi nelle prossime settimane, in coincidenza con l’agenda di esposizioni confermate in Perù, Francia, Italia e Colombia.
Per un progetto culturale nato senza sede fissa, senza budget istituzionale iniziale e senza il supporto di una grande galleria, l’ottenimento di spazio editoriale in media di tre continenti diversi rappresenta un salto qualitativo che pochi artisti indipendenti della regione riescono a raggiungere. Il lascito vitalizio dei 643 continua a espandersi: non solo nel numero di opere e di paesi rappresentati, ma anche nell’impronta mediatica che il progetto lascia al suo passaggio nel mondo.
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