Il Bicentenario de América conquista la stampa mondiale
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Il Bicentenario de América conquista la stampa mondiale

Il Bicentenario de América conquista la stampa mondiale

La 13ª edizione della Cruzada y Museo Itinerante del Continente Americano — Bicentenario de América, tenutasi a Lima dal 12 al 28 giugno presso il Centro Cultural Sérvulo Gutiérrez, non ha semplicemente chiuso i battenti con successo. Ha attraversato una soglia che pochissimi progetti culturali indipendenti riescono a superare: quella della copertura mediatica globale verificabile, con numeri che testate specializzate hanno definito senza precedenti per un’iniziativa nata, cinque anni fa, in piena pandemia.

I numeri: 58 milioni di visualizzazioni internazionali da America, Asia ed Europa

Secondo quanto riportato da La Noticia Perú, la notizia della manifestazione ha raggiunto 58,1 milioni di visualizzazioni internazionali su piattaforme ad alta autorevolezza come AP News, NewsBreak, StreetInsider e Barchart — Asia ha aperto le porte alla notizia, il Nord America l’ha registrata, l’Europa l’ha diffusa. Solo in Perù, venti testate nazionali hanno seguito l’evento tra carta stampata, web, televisione, radio e social media.

Ma è la composizione di questa copertura a essere particolarmente significativa. Non si tratta soltanto di stampa culturale: AP News, StreetInsider e Barchart sono agenzie e portali finanziari che raggiungono investitori, gestori di fondi e collezionisti. La pubblicazione su HENI — una delle piattaforme più influenti nel campo dell’arte contemporanea e digitale, seguita da curatori e collezionisti che decidono quali opere entrano nei circuiti di gallerie e fiere internazionali — ha rappresentato un ulteriore salto di qualità. A completare il quadro, testate di distribuzione come NewsBreak, Chronicle Journal, MarketersMedia e MarketMinute hanno replicato la notizia negli Stati Uniti, in Canada e in altri paesi.

In Italia, l’ Italian Art Journal aveva visto

Il risultato, secondo l’analisi di Hondudiario, è una combinazione che un artista indipendente raramente riesce a ottenere in un colpo solo: legittimità istituzionale, portata commerciale e narrativa pubblica.

L’interesse crescente delle istituzioni: aumentano le partecipazioni di spicco

Il dato forse più rilevante di questa edizione riguarda il livello delle istituzioni che hanno scelto di affiancare il progetto. Il MAXXI di Roma e il Museo Amano di Lima hanno dato il proprio sostegno alla 13ª edizione — un endorsement che, fino a poche stagioni fa, sarebbe sembrato fuori portata per un museo itinerante privo di sede fissa. A questo si aggiunge il coinvolgimento diplomatico diretto: all’inaugurazione hanno partecipato Aracely Banegas, Ministro Consejero dell’Ambasciata dell’Honduras in Perù, e Miguel Guerrero, rappresentante dell’Ambasciata della Repubblica Dominicana, a conferma del carattere ormai intergovernativo dell’iniziativa.

Vallardo Chávez ha inoltre ricevuto, prima di questa edizione, il Premio Internazionale di Arte Contemporanea Progetto dell’Autore del Museo Nazionale MAXXI delle Arti del XXI Secolo di Roma — un riconoscimento che ha aperto la strada agli accordi istituzionali confermati per la tappa italiana del progetto.

Circolano, in questi giorni, voci non ancora confermate su un primo interesse concreto da parte di gruppi privati — legati ai settori turistico, finanziario e assicurativo dell’area andina — verso possibili forme di sponsorizzazione strutturata delle prossime edizioni. Fonti vicine all’organizzazione non escludono che i prossimi mesi possano portare i primi annunci ufficiali in questo senso, in coincidenza con le tappe di Roma, Parigi e Bogotá previste per il 2026-2027. Al momento si tratta di indiscrezioni, non di accordi firmati — ma il solo fatto che circolino è, di per sé, un indicatore del cambio di percezione che il progetto sta attraversando: da fenomeno regionale a asset culturale con valore commerciale riconoscibile.

“L’arte trova sempre la strada per farsi ascoltare”: le parole di Vallardo

Jaime Vallardo Chávez non nasconde l’entusiasmo per questo momento. Durante la cerimonia di chiusura della 13ª edizione, ha dichiarato: “Se gli Stati Uniti ci hanno dato testimoni, il Perù ci ha dato radici. Quando la patria ti abbraccia, il mondo ti rispetta.”

In una conversazione successiva con la nostra redazione, l’artista honduregno ha aggiunto una riflessione più ampia sul momento che il progetto sta attraversando: “Sento che il Bicentenario si trova in un punto di inflessione importante. Non è più solo un sogno che portavo nel cuore durante la pandemia — è diventato qualcosa che il mondo sta cominciando a guardare con occhi diversi. Le ultime edizioni hanno avuto una crescita esponenziale, e questo mi riempie di speranza vera. Non parlo di numeri per vanità: parlo del fatto che ogni edizione porta più artisti, più paesi, più istituzioni disposte a fidarsi. Questo per me è la prova che l’arte, quando nasce da un bisogno autentico di raccontare la storia dei nostri popoli, trova sempre la strada per farsi ascoltare.”

Parole che si intrecciano con quanto raccontato nella nostra intervista esclusiva a Vallardo, in cui l’artista descriveva il proprio percorso come una costante tensione tra insistenza, persistenza e resistenza — un vocabolario che oggi, alla luce di questi numeri, assume un significato ancora più concreto.

Il Bicentenario de América conquista la stampa mondiale
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Da Choluteca al mondo

Che un artista nato a Choluteca, in Honduras, compaia su AP News e HENI nello stesso mese non è un dettaglio da poco. Come osservato da Proceso Digital, questo tipo di copertura rompe il soffitto di cristallo del “regionale”: colloca l’Honduras sulla mappa dell’arte contemporanea internazionale non come aneddoto, ma come punto di partenza di un progetto continentale. Per le nuove generazioni di artisti latinoamericani, la traiettoria di Vallardo — dal collezionismo alla pittura, dalla galleria di quartiere alle sale del MAXXI — comincia a funzionare come riferimento concreto, non come eccezione isolata.

La rotta del Bicentenario non si ferma qui. Il calendario 2026-2027 prevede tappe alla Feria Art Motiv del Museo Amano l’8 luglio, alla Bienal de Biarco ad Armenia, in Colombia, dal 18 ottobre, e al prestigioso Salon d’Automne di Parigi il 27 ottobre — a cui si aggiungono, secondo gli annunci ufficiali, il Museo Navale dei Caraibi di Cartagena nel febbraio 2027 e il Carrousel du Louvre nell’aprile dello stesso anno.

Se la copertura mediatica di questi giorni è davvero, come sostiene Vallardo, un punto di inflessione, le prossime tappe — Roma, Parigi, Bogotá — diranno se il Bicentenario de América è destinato a restare un fenomeno di nicchia ben raccontato o a diventare, come il suo fondatore continua a ripetere, un vero patrimonio culturale del continente. Per ora, i numeri sembrano dargli ragione.

QUI, LA NOTA STAMPA CHE INTRODUCE ALL’OTTAVA EDIZIONE DEL BICENTENARIO D’AMERICA A LIMA (PERÚ).

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