Ettore Sottsass a Pistoia 2026: la grande retrospettiva a Palazzo Buontalenti
C’è un paradosso nel modo in cui la storia del design italiano racconta Ettore Sottsass. Il suo nome evoca immediatamente Memphis — il collettivo fondato nel 1981, i mobili in laminato plastico colorato, la Carlton bookcase, l’Ultrafragola mirror. Un’estetica così riconoscibile da essere diventata essa stessa un simbolo. Eppure i trent’anni che precedono Memphis — il periodo in cui Sottsass costruisce davvero il proprio linguaggio, viaggio dopo viaggio, ceramica dopo ceramica, fotografia dopo fotografia — sono rimasti a lungo nell’ombra. La retrospettiva Io sono un architetto. Ettore Sottsass (lavori dal 1945 al 1975), aperta a Palazzo Buontalenti di Pistoia fino al 26 luglio 2026, prova a correggere questa distorsione.
Il CSAC di Parma e i materiali inediti
Il cuore della mostra viene dal Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma — il CSAC — dove è custodita la parte più consistente del fondo Sottsass. Da qui proviene una quota significativa delle oltre 1.400 opere esposte: disegni di progetto, schizzi, fotografie, ceramiche, oggetti di design, documenti di lavoro. Molti di questi materiali non erano mai stati esposti prima.
La curatela è di Enrico Morteo, con l’apporto della Fondazione Vittoriano Bitossi e del Centro Studi Poltronova per il Design. Il catalogo, edito da Electa e concepito come un atlante di parole e immagini, è strutturato per essere uno strumento critico che sopravvive alla chiusura della mostra. L’allestimento, firmato da Daniele Ledda, ricrea un ambiente da laboratorio in trasformazione — una scelta che riflette bene la natura del lavoro di Sottsass: un processo più che un risultato.
I trent’anni che precedono Memphis
Nato a Innsbruck nel 1917 da padre trentino, Sottsass si forma come architetto al Politecnico di Torino e si stabilisce a Milano nel dopoguerra. I lavori esposti a Pistoia coprono tre decenni decisivi: dagli esordi nell’immediato dopoguerra, quando porta nella sua pittura e nei suoi disegni una curiosità enciclopedica che tocca arte informale, architettura razionalista e cultura popolare americana, fino ai primi anni Settanta, quando il suo linguaggio è già completamente formato — prima ancora che Memphis lo cristallizzi in stile.
Il viaggio in California del 1961 è uno dei capitoli centrali della mostra. Sottsass attraversa la West Coast e incontra la cultura beat, i neon, i cartelloni stradali, la brutalità cromatica della comunicazione commerciale americana. Non ne rimane affascinato acriticamente: ne trae un sistema di riferimenti visivi che integra con la tradizione europea del progetto. Le ceramiche realizzate per Poltronova — esposta accanto alla produzione del fondatore Sergio Cammilli nella sezione Insider a Palazzo de’ Rossi — mostrano come quella sintesi si sia tradotta in oggetti concreti.
C’è poi il lungo rapporto con Olivetti, documentato da disegni e fotografie: non la famosa Valentine del 1969, ma i progetti meno noti degli anni Cinquanta e Sessanta, quando Sottsass costruisce il profilo della cultura visiva aziendale. Un lavoro che rimane invisibile perché assorbito dal marchio, ma che forma la spina dorsale del suo metodo progettuale. L’intreccio tra design industriale, artigianato e fotografia è una delle linee di forza più originali di questo percorso espositivo — un nodo tematico che collega idealmente la ricerca di Sottsass alle tendenze che hanno attraversato l’arte del 2025, dove la rivalutazione della materialità artigianale è stata tra i fenomeni più significativi.
Pistoia come sede
La scelta di Pistoia non è casuale. La città toscana ha un legame diretto con il design del Novecento italiano attraverso la Poltronova, fondata a Montagnana — comune pistoiese — da Sergio Cammilli nel 1957, e diventata uno dei laboratori più fertili del design radicale italiano. Sottsass ne è stato collaboratore centrale. La mostra raccoglie questo filo e lo rende visibile.
Palazzo Buontalenti, costruito nel tardo Quattrocento e attribuito a Bernardo Buontalenti, è la sede di Fondazione Pistoia Musei: uno spazio espositivo di qualità, ben attrezzato, con una programmazione che negli anni precedenti ha incluso mostre su Daniel Buren e altri protagonisti dell’arte contemporanea internazionale. Pistoia non è una meta abituale dell’arte — ed è esattamente questa la ragione per cui la visita è piacevole: sale vuote, opere raggiungibili, tempo per guardare. Per chi inserisce la tappa in un itinerario toscano, la città dista trenta minuti da Firenze in treno. Per il quadro completo della stagione primaverile, il nostro articolo sulle cinque mostre minori di maggio raccoglie le altre quattro selezioni.
Informazioni pratiche
Dove: Palazzo Buontalenti, Via de’ Rossi 7, Pistoia
Quando: 7 marzo – 26 luglio 2026
Orari: Martedì–domenica 10.00–19.00 · Domenica visite guidate ore 16.30
Info e biglietti: pistoiamusei.it
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