AP News e Bloomberg Terminal parlano del Bicentenario de América: oltre 540 posizionamenti nei media finanziari e di business

Jean-Michel Basquiat: la corona, il cranio e la parola come arma

C’era scritto sui muri di SoHo: SAMO©. Nessuno sapeva chi fosse. Jean-Michel Basquiat è passato dai cartoni di Tompkins Square Park a vendere dipinti a centomila dollari — e poi a centodiecimilioni. La corona, il cranio, la parola cancellata ma ancora leggibile: un’analisi dell’opera dell’artista afroamericano più quotato del mercato.

Eva Hesse: il corpo del materiale e la vita che si mette nell'opera

Eva Hesse: il corpo del materiale e la vita che si mette nell’opera

Eva Hesse usa lattice, fibra di vetro e nylon — materiali che invecchiano, si piegano, cambiano con la luce e il tempo — come risposta alla perfezione inorganica del Minimalismo. Hang Up, Repetition Nineteen, Contingent: le opere di una artista che ha lavorato per cinque anni prima di morire a trentaquattro anni, lasciando un corpus piccolo e irripetibile.

Willem de Kooning: la donna, il gesto e ciò che non si può cancellare

Willem de Kooning: la donna, il gesto e ciò che non si può cancellare

De Kooning non abbandonò mai del tutto la figura umana, anche quando tutto intorno a lui si muoveva verso l’astrazione pura. La serie Woman, il dramma della ridipintura, Rotterdam e l’immigrazione clandestina, l’Alzheimer e gli ultimi quadri bianchi: la storia di un pittore che ha tenuto in tensione due forze opposte per sessant’anni.

Yayoi Kusama: se n'è andata la donna che trasformava le allucinazioni in infinito

Se n’è andata Yayoi Kusama, la donna che trasformava le allucinazioni in infinito

Yayoi Kusama: se n’è andata la donna che trasformava le allucinazioni in infinito C’è una frase che Yayoi Kusama ha ripetuto per tutta la vita, con piccole variazioni, come una preghiera laica rivolta a sé stessa più che al pubblico: “I puntini arrivano volando dappertutto — sul mio vestito, sul pavimento, sulle cose che porto, …

Jackson Pollock: il gesto come forma e il caos come metodo

Jackson Pollock: il gesto come forma e il caos come metodo

Jackson Pollock non dipingeva alla tela: camminava intorno ad essa, sul pavimento, con una lattina in mano. Il dripping non è caos ma un sistema di gesti che produce ordine emergente su superfici di tre metri per cinque. Come Pollock ha trasformato la pittura in evento, il corpo in strumento e il processo in contenuto — e perché il pavimento del suo studio a Springs è ancora uno dei luoghi più importanti dell’arte americana del Novecento.