Sansepolcro città d’arte: la patria di Piero della Francesca e la Resurrezione più bella del mondo
Aldous Huxley la chiamò «il più grande dipinto del mondo». Aldous Huxley di solito non esagerava. La Resurrezione di Piero della Francesca, conservata nel Museo Civico di Sansepolcro, in provincia di Arezzo (AR), Toscana, è una di quelle opere che cambiano il modo di guardare la pittura — e forse anche di pensare alla vita.
Sansepolcro è la città dove Piero della Francesca nacque intorno al 1415 e tornò a morire nel 1492. È una cittadina di fondovalle, tra la Valtiberina e i confini con Umbria e Marche, che ha il privilegio raro di custodire nella propria sede le opere del più grande pittore del Quattrocento italiano. Non in un grande museo nazionale — nel proprio museo civico, a pochi passi dalla casa dove il pittore probabilmente nacque.
La Resurrezione: perché è il più grande dipinto del mondo
Huxley scrisse quelle parole nel 1925, descrivendo la Resurrezione con parole che ancora oggi sembrano le più giuste. Il Cristo che emerge dal sepolcro ha qualcosa di non umano nel suo sguardo: non trionfante, non sofferente, ma al di là di tutto questo. Guarda lo spettatore con occhi che hanno attraversato la morte e sono tornati — ma non sono tornati da dove erano partiti. Sono cambiati in modo irreversibile.
La composizione è rigorosa come sempre in Piero: quattro soldati dormienti in primo piano, disposti con una simmetria non meccanica ma geometricamente perfetta; il sarcofago che divide orizzontalmente la scena; il paesaggio diviso tra inverno (a sinistra) e primavera (a destra) — la morte e la vita, separate dal confine del sepolcro. Tutto è calcolato, eppure il risultato non è freddo: è estatico.
Una leggenda locale vuole che uno dei soldati addormentati abbia le fattezze di Piero stesso — e forse è vero, o forse è solo la proiezione del desiderio di trovare il pittore nascosto nella propria opera. In ogni caso, vale la pena guardare attentamente.
Il Museo Civico: Piero e i contemporanei
Il Museo Civico di Sansepolcro, ospitato nel seicentesco Palazzo delle Laudi, è uno dei musei d’arte più intensi d’Italia, nonostante le dimensioni contenute. Oltre alla Resurrezione, conserva altre opere fondamentali di Piero della Francesca: il Polittico della Misericordia, con la Madonna che allarga il mantello a proteggere i fedeli, e il San Giuliano.
Il museo ospita anche dipinti di altri artisti della scuola di Sansepolcro, come Pontormo e Santi di Tito, e collezioni di arte medievale e rinascimentale che permettono di contestualizzare l’opera di Piero nel più ampio panorama della pittura toscana del Quattrocento. Una sala è dedicata alla storia del territorio e delle attività produttive tradizionali.
Casa di Piero della Francesca e il centro storico
A pochi minuti a piedi dal museo si trova la Casa di Piero della Francesca, un edificio trecentesco restaurato che si ritiene fosse la residenza del pittore. L’interno è visitabile e ospita documentazione sulla vita e l’opera del maestro, con riproduzioni delle sue opere e materiale didattico.
Il centro storico di Sansepolcro è un centro medievale e rinascimentale di notevole coerenza: le mura, le torri, i palazzi gentilizi e le chiese formano un tessuto urbano di grande qualità. Il Duomo, dedicato a San Giovanni Evangelista, conserva un affresco della scuola di Piero e alcune opere di artigianato locale di notevole pregio.

Ogni anno, nella seconda domenica di settembre, il centro storico ospita il Palio della Balestra, una competizione tra arcieri in costume medievale che richiama la rivalità storica con Gubbio. È uno degli eventi medievali più autentici della Toscana, senza le derive folkloristiche che spesso deturpano manifestazioni simili.
La Valtiberina come percorso d’arte
Sansepolcro è il punto di partenza naturale per esplorare la Valtiberina, una delle vallate meno turistiche ma più ricche d’arte della Toscana. A pochi chilometri si trovano Monterchi, dove nella cappella del cimitero è conservata la straordinaria Madonna del Parto di Piero della Francesca — l’unica raffigurazione della Vergine incinta nella storia della pittura italiana — e Anghiari, borgo medievale celebre per la battaglia del 1440 che Leonardo volle immortalare (e non immortalò mai) nell’affresco perduto per Palazzo Vecchio.
Chi vuole approfondire la conoscenza di Piero della Francesca e della pittura rinascimentale toscana può trovare ulteriori risorse e approfondimenti su Italian Art Journal, dove la sezione Guide turistiche raccoglie itinerari e guide su tutta la penisola.
Il contesto artistico: Piero della Francesca e la geometria della luce
Per capire davvero la Resurrezione — e in generale l’arte di Piero della Francesca — bisogna conoscere un po’ il suo metodo. Piero era prima di tutto un matematico: scrisse trattati di geometria e prospettiva, e la sua pittura ne porta i segni in modo profondo e non ornamentale. La geometria non è una gabbia che ingabbia le figure, ma il sistema nervoso che le tiene insieme, che dà a ogni composizione quella qualità di necessità assoluta — la sensazione che le cose non potrebbero stare altrimenti.
La luce di Piero è anch’essa geometrica: non è la luce naturalistica e atmosferica di Giorgione o di Leonardo, ma una luce che sembra provenire da una sorgente ideale, che illumina le superfici in modo uniforme, che non crea ombre drammatiche ma rivelazioni quiete. È una luce che fa pensare alla luce delle prime ore del mattino — fredda, chiara, impietosa — e non è un caso che la Resurrezione sia ambientata all’alba.
Sansepolcro è anche un buon punto di partenza per riflettere su come funziona l’arte nei piccoli centri italiani: il Museo Civico ha un livello qualitativo che certi grandi musei nazionali non raggiungono, e la possibilità di vedere la Resurrezione quasi da soli, senza le ressa dei grandi poli turistici, è un privilegio che vale moltissimo. L’Italia è piena di queste piccole capitali dell’arte che aspettano di essere visitate con la giusta attenzione — e Sansepolcro è tra le migliori.
Informazioni pratiche per la visita a Sansepolcro
Come arrivare: in auto da Arezzo (circa 40 km, SS73); da Perugia (circa 70 km). Non ci sono stazioni ferroviarie a Sansepolcro; la più vicina è Arezzo, con bus di collegamento. Da non perdere: Museo Civico con la Resurrezione, centro storico medievale, Casa di Piero della Francesca. Nei dintorni: Monterchi (17 km, Madonna del Parto), Anghiari (17 km), Arezzo (40 km). Quando visitare: tutto l’anno; settembre per il Palio della Balestra.
SOSTIENI GRATUITAMENTE IL PROGETTO DI ITALIAN ART JOURNAL SEGUENDOCI SU FACEBOOK E SU INSTAGRAM
PER VEDERE LE NOSTRE PRODUZIONI MEDIA SEGUI ANCHE ARTING AROUND SU FACEBOOK, INSTAGRAM E TIKTOK.
PER TE È GRATIS, PER NOI È ESTREMAMENTE IMPORTANTE! GRAZIE MILLE!
