Guida al Vietnam: il sud-est asiatico che ti cambia per sempre
Nel 2025 il Vietnam registra una crescita del 30% degli arrivi internazionali, confermandosi protagonista del turismo asiatico. Ma non lasciatevi ingannare dai numeri: questo paese ha saputo preservare la sua anima autentica, offrendo ai viaggiatori esperienze che vanno dalla spiritualità dei monasteri buddisti all’adrenalina delle moto che sfrecciano per Hanoi, dai mercati galleggianti del Delta del Mekong alle spiagge tropicali ancora semi-deserte.
Una storia incisa nella pietra e nel cuore
La storia vietnamita è un racconto di resistenza e rinascita. Già nel II secolo a.C., il Vietnam era parte dell’impero cinese, che ha lasciato un’impronta culturale profonda nella lingua, nell’architettura e nelle tradizioni. Mille anni di dominazione cinese hanno forgiato un popolo fiero della propria identità, che ha sempre saputo assorbire influenze esterne senza perdere se stesso.
Nel XIX secolo arrivarono i francesi, trasformando il Vietnam in parte dell’Indocina francese. L’eredità coloniale si legge nei boulevard alberati di Hanoi, nelle baguette croccanti del banh mi, nelle ville coloniali che oggi ospitano caffè raffinati. Ma è soprattutto la Guerra del Vietnam (1955-1975) che ha segnato il paese più di ogni altra cosa: un conflitto devastante che ha lasciato cicatrici profonde ma anche una determinazione straordinaria a ricostruire.
L’indipendenza e la riunificazione del 1975 hanno aperto un capitolo nuovo. Oggi il Vietnam è una delle economie più dinamiche dell’Asia, con città moderne che crescono vertiginosamente senza dimenticare le tradizioni. Camminare per le strade vietnamite significa vedere convivere templi centenari e grattacieli futuristici, anziani in abiti tradizionali e giovani con smartphone last generation, venditori ambulanti e startup tecnologiche.
Il Nord: dove la storia incontra le montagne
Hanoi: il caos che diventa poesia
Hanoi è una città vibrante che mescola architetture antiche, influenze francesi e asiatiche, creando un melting pot unico. Il Quartiere Vecchio è un labirinto di 36 strade, ognuna dedicata storicamente a un mestiere specifico: la via della seta, quella dell’argento, quella delle spezie. Qui la vita scorre su due ruote: milioni di moto che sfrecciano creando un balletto apparentemente caotico ma sorprendentemente funzionale.
Il Lago Hoàn Kiếm è il cuore pulsante della città, dove all’alba i locali praticano tai chi e badminton, mentre al tramonto le coppie si stringono sulle panchine. Sul piccolo isolotto si erge il Tempio di Ngoc Son, raggiungibile attraverso il caratteristico ponte rosso The Huc. La leggenda narra di una tartaruga sacra che vive nelle acque del lago, guardiana della città.

Il Mausoleo di Ho Chi Minh, sobrio e imponente, custodisce il corpo imbalsamato del leader che guidò il Vietnam all’indipendenza. Il contrasto tra l’austerità del mausoleo e l’eleganza della Pagoda Tran Quoc, il tempio buddista più antico di Hanoi costruito nel VI secolo, racconta le anime multiple della città.
Non perdete il Tempio della Letteratura, prima università del Vietnam fondata nel 1070. Passeggiare tra i cortili tranquilli, ammirare le steli di pietra che riportano i nomi dei dottori imperiali cavalcate da tartarughe, significa fare un salto in un’epoca dove il sapere era il bene più prezioso.
La sera, assistete a uno spettacolo di marionette sull’acqua al Teatro Thang Long: una tradizione contadina millenaria dove pupazzi di legno danzano su uno specchio d’acqua, raccontando leggende e scene di vita quotidiana accompagnate da musica tradizionale.

Baia di Ha Long: la magia scolpita dal tempo
Dichiarata Patrimonio Mondiale UNESCO nel 1994, la Baia di Ha Long ospita oltre 1.600 isole e isolotti calcarei che emergono dalle acque color smeraldo creando uno dei paesaggi più surreali del pianeta. Il nome significa “dove il drago scende nel mare”, e la leggenda narra proprio di un drago che, battendo la coda, avrebbe creato queste formazioni.
L’esperienza autentica della baia si vive con una crociera di almeno una notte. Svegliarsi all’alba tra le isole, vedere la nebbia sollevarsi lentamente rivelando le forme fantasmagoriche delle rocce, praticare tai chi sul ponte mentre il sole tinge tutto di rosa e oro, è qualcosa che resta impresso nell’anima.
Esplorate la Grotta Sung Sot (Grotta della Sorpresa), una cattedrale naturale con stalattiti e stalagmiti formatesi in 20 milioni di anni. Fate kayak tra i faraglioni, scoprendo calette nascoste e grotte marine accessibili solo con la bassa marea. Visitate i villaggi galleggianti dove comunità di pescatori vivono da generazioni su case-barche, allevando perle e pesce.
Ninh Binh: la Ha Long terrestre
Ninh Binh presenta meravigliosi rilievi carsici, pianure fertili e il Parco Nazionale di Cuc Phuong. Questa provincia a sud di Hanoi offre paesaggi simili alla baia ma immersi nella campagna. Tam Coc, soprannominata “la baia di Ha Long terrestre”, si esplora in barca a remo lungo il fiume che serpeggia tra picchi calcarei, attraversando tre grotte naturali.
Il paesaggio cambia con le stagioni: in primavera le risaie sono uno specchio d’acqua che riflette le montagne, in estate un mare verde brillante, in autunno un tappeto dorato. Le barche sono rematrici locali che remano con i piedi, liberando le mani per altre attività.
Trang An, patrimonio UNESCO, è un complesso di grotte e templi raggiungibile in barca. L’antica capitale Hoa Lu conserva templi dell’XI secolo dedicati ai re della dinastia Dinh e Le, immersi in un paesaggio di rara bellezza.

Sapa: tra nebbie e minoranze etniche
Gli appassionati di trekking e natura ameranno Sa Pa, città di montagna a 1.600 metri d’altitudine vicino al confine con la Cina. Le terrazze di riso che scendono a cascata dalle montagne sono patrimonio agricolo mondiale: un’opera d’ingegneria ancestrale delle minoranze etniche Hmong, Dao e Tay.
Il mercato del sabato a Bac Ha è un’esplosione di colori: le donne delle tribù indossano abiti tradizionali ricamati, vendono prodotti artigianali, contrattano bestiame. Il trekking tra i villaggi permette di dormire in homestay, condividere pasti con le famiglie locali, scoprire uno stile di vita che resiste alla modernità.
Il Centro: l’anima imperiale
Hue: la città dei re
Hue ospita la Cittadella Imperiale, Patrimonio UNESCO, ultimo capitale della dinastia Nguyen (1802-1945). Circondata da fossati e mura possenti, la Cittadella racchiude la Città Imperiale che a sua volta contiene la Città Proibita Purpurea, un tempo accessibile solo all’imperatore e alla sua corte.
Passeggiare tra i palazzi restaurati, i padiglioni dai tetti di tegole dorate, i giardini dove ancora crescono fiori centenari, significa immergersi nell’atmosfera di una corte raffinata. Molti edifici furono distrutti durante la guerra, ma la ricostruzione procede restituendo splendore a questo luogo magico.

Le Tombe Imperiali, sparse nelle colline lungo il Fiume dei Profumi, sono complessi monumentali dove ogni imperatore costruì il proprio mausoleo secondo gusti personali. La Tomba di Khai Dinh mescola stili europei e vietnamiti con decorazioni in ceramica e vetro colorato. La Tomba di Minh Mang è la più maestosa, con cortili, laghi e ponti che creano un percorso simbolico verso l’aldilà.
Hoi An: la città delle lanterne
Hoi An è una delle poche città vietnamite risparmiata quasi interamente durante la guerra, patrimonio UNESCO perfettamente conservato. Dal XV al XIX secolo fu un porto commerciale dove cinesi, giapponesi, olandesi e portoghesi si incontravano, lasciando un’eredità architettonica unica.
Il centro storico pedonale è un sogno: case dai colori pastello con balconi in legno, templi cinesi fumanti di incenso, il Ponte Giapponese coperto costruito nel 1593 che collega due quartieri. Di giorno esplorate i vicoli, le botteghe di sarti che in 24 ore vi confezionano abiti su misura, i mercati dove le donne vendono erbe aromatiche e verdure fresche.
Ma è al tramonto che Hoi An rivela la sua magia: migliaia di lanterne colorate si accendono trasformando la città in un quadro impressionista. Il 14° giorno del mese lunare, durante il Festival delle Lanterne, si spengono tutte le luci elettriche e la città si illumina solo con candele e lanterne di carta. I locali e i turisti liberano lanterne galleggianti sul fiume Thu Bon esprimendo desideri, creando una scena di rara poesia.

Il Sud: tra Delta e mare
Ho Chi Minh City: il futuro che corre
Ho Chi Minh, ex Saigon, è una grande metropoli, punto nevralgico per il commercio e la cultura del paese. Caotica, trafficata, inquinata ma irresistibilmente vitale, rappresenta il Vietnam che guarda avanti. Grattacieli futuristici convivono con mercati tradizionali, rooftop bar alla moda con bancarelle di street food.
Il Museo dei Residuati Bellici è una tappa obbligata per comprendere l’impatto della guerra: foto, armi, veicoli militari e la testimonianza degli effetti dell’Agente Arancio sulla popolazione. Non è una visita facile ma necessaria per capire la storia recente.
La Cattedrale di Notre Dame e l’Ufficio Postale Centrale, capolavori dell’architettura coloniale francese progettati da Gustave Eiffel, ricordano un’epoca passata. Il Palazzo della Riunificazione, dove entrarono i carri armati del Nord Vietnam nel 1975 segnando la fine della guerra, conserva gli uffici e le stanze del presidente sud-vietnamita esattamente come furono lasciati quel giorno.
I Tunnel di Cu Chi, a 70 km dalla città, sono una rete sotterranea di 250 km usata dai Vietcong durante la guerra. Potete entrare nelle gallerie strette (spesso allargate per i turisti occidentali), vedere cucine, ospedali e depositi sotterranei, comprendere l’ingegnosità e la determinazione di chi combatté qui.

Delta del Mekong: la vita sull’acqua
Il “fiume dei nove draghi” si divide in innumerevoli canali, creando un labirinto acquatico dove la vita scorre sul fiume. Partite all’alba per visitare i mercati galleggianti di Cai Rang o Can Tho: centinaia di barche cariche di frutta, verdura, riso, si incontrano per commerciare. I venditori appendono su lunghe pertiche campioni della loro merce per farsi riconoscere da lontano.
Navigate i canali stretti tra palme da cocco, fermatevi a visitare fabbriche artigianali di caramelle al cocco, villaggi che producono carta di riso, frutteti dove assaggiare longan, rambutan, mangostano appena colti. Il ritmo è lento, ipnotico, avvolgente.
Dormite in homestay su un’isola del delta per vivere l’autenticità della vita rurale: cenare con la famiglia che vi ospita, ascoltare il silenzio della notte interrotto solo dal canto delle rane, svegliarvi con il canto del gallo e la nebbia che si alza sul fiume.

Phu Quoc: il paradiso ritrovato
L’isola di Phu Quoc è lambita da acque azzurre e caratterizzata da spiagge di sabbia bianca. Situata nel Golfo di Thailandia, quest’isola tropicale è perfetta per chi cerca relax dopo settimane di viaggio intenso.
Le spiagge di Sao Beach e Long Beach offrono tramonti mozzafiato, mare cristallino ideale per snorkeling, resort a ogni livello di prezzo. L’interno dell’isola custodisce foreste con cascate, piantagioni di pepe (il migliore del Vietnam viene da qui) e mercati notturni dove degustare pesce freschissimo grigliato.
I sapori del Vietnam: un viaggio nel viaggio
Il Pho è probabilmente il piatto vietnamita più conosciuto al mondo. Una ciotola fumante presenta spaghetti di riso, carne tenera (manzo o pollo), erbe aromatiche e un brodo che ha cotto per ore. Nelle regioni settentrionali è consuetudine aggiungere aceto al pho di manzo, mentre al sud si aggiunge zucchero e verdure fresche come basilico e coriandolo.
Originario di Hanoi, il bun cha è composto da tre elementi: una ciotola con maiale alla griglia e polpettine, vermicelli di riso e un cestino di erbe fresche. Fu questo il piatto che lo chef Anthony Bourdain fece assaggiare al presidente Obama nel 2016, rendendo il ristorante Bun Cha Huong Lien una meta di pellegrinaggio.
Il banh mi, l’irresistibile panino vietnamita, nasce dalla fusione tra baguette francese e ingredienti locali: carne di maiale, paté, verdure sottaceto, coriandolo fresco, peperoncino. Croccante fuori, morbido dentro, costa pochi euro e vi cambierà l’idea di cosa possa essere un panino.

I banh cuon sono involtini di riso al vapore guarniti con maiale, gamberetti e funghi, accompagnati da mortadella vietnamita e salsa di pesce dolce. Delicati e leggeri, sono perfetti per la colazione.
Il cao lau è il piatto simbolo di Hoi An, preparato con noodles spessi che secondo la tradizione devono essere cotti nell’acqua di un pozzo specifico fuori città. Ogni famiglia custodisce la propria ricetta segreta.
Non dimenticate i goi cuon, involtini freschi di carta di riso ripieni di gamberi, vermicelli, erbe e verdure, serviti con salsa di arachidi. Leggeri e rinfrescanti, sono l’antipasto perfetto nelle giornate calde.
Il ca phe sua da, il famoso caffè vietnamita, è intenso e forte, servito con latte condensato e ghiaccio. Una variante unica è il ca phe trung (caffè all’uovo), nato ad Hanoi: un caffè coperto da una crema spumosa di tuorlo montato con zucchero, simile a un dessert.
Ogni regione ha le sue specialità: il bun bo Hue, zuppa piccante del centro con noodles spessi e pasta di gamberi; il banh xeo, crepes croccanti di riso con curcuma ripiene di maiale e gamberi; il che, dolce zuppa di fagioli, frutta e latte di cocco servita come dessert.
Natura ed esperienze autentiche
Il Parco Nazionale di Phong Nha-Ke Bang, patrimonio UNESCO, custodisce le grotte più spettacolari del mondo. Il paese sta puntando sul turismo sostenibile, con iniziative volte a preservare luoghi come Phong Nha-Ke Bang. La grotta Son Doong, scoperta solo nel 2009, è la più grande al mondo: una cattedrale sotterranea con la propria giungla, fiumi e microclima. L’esplorazione richiede tour di più giorni con guide specializzate e ha costi elevati, ma avventure più accessibili includono la grotta Paradise e la grotta Phong Nha, raggiungibile in barca.
Il trekking nelle risaie terrazzate di Sapa, Mu Cang Chai e Ha Giang offre paesaggi mozzafiato e incontri con minoranze etniche che mantengono tradizioni millenarie. Dormire in casa delle famiglie H’mong, condividere i loro pasti, ascoltare le loro storie, regala prospettive uniche sul Vietnam rurale.
Il birdwatching nel Delta del Mekong, le escursioni in mountain bike tra i villaggi, i corsi di cucina dove imparate a preparare pho e spring rolls, le lezioni di tai chi all’alba nei parchi: ogni esperienza vi avvicina all’anima del paese.
Informazioni pratiche per organizzare il viaggio
Visto e documenti
I cittadini italiani beneficiano dell’esenzione dal visto per soggiorni fino a 15 giorni. Per permanenze superiori è necessario richiedere un visto turistico online (e-visa) o all’arrivo in aeroporto. Il passaporto deve avere validità residua di almeno 6 mesi.
Quando andare
Il periodo migliore per il nord del Vietnam è tra settembre e dicembre, per il centro da febbraio ad agosto, per il sud da dicembre ad aprile. La diversità climatica significa che c’è sempre una regione con clima ottimale, permettendo di visitare il Vietnam tutto l’anno con una buona pianificazione.
Il periodo da settembre a dicembre è ideale per un viaggio completo da nord a sud. Evitate agosto nella zona centrale, quando piogge e tifoni possono essere intensi.
Come muoversi
I voli interni collegano le principali città (Hanoi, Hue, Da Nang, Ho Chi Minh) con prezzi contenuti. Le compagnie principali sono Vietnam Airlines, VietJet e Bamboo Airways.
I bus notturni sleeper, con posti letto reclinabili, sono comodi ed economici per tratte medie (Hanoi-Hue, Da Nang-Ho Chi Minh). I treni, più lenti ma panoramici, attraversano paesaggi spettacolari: la tratta Hanoi-Hue costeggia il mare offrendo viste memorabili.
Nelle città, le app Grab e Gojek funzionano come Uber per moto-taxi e auto, con prezzi trasparenti e sicurezza. Noleggiare una moto è possibile ma richiede confidenza con il traffico vietnamita, decisamente caotico.

Budget di viaggio
Il Vietnam è economico. Calcolate 25-40€ al giorno per viaggiatori budget (ostelli, street food, bus locali), 50-80€ per livello medio (hotel 3 stelle, ristoranti, tour organizzati), 100-150€ per comfort (hotel boutique, ristoranti raffinati, voli interni).
Un pasto delizioso come Pho o Bun Cha può costare circa 2 dollari, e con 10 dollari si gusta un pasto completo. Le birre locali costano 1-2€, il caffè 1€, i massaggi 8-15€ all’ora.
Le attrazioni hanno costi contenuti: 3-8€ per musei e templi, 50-100€ per crociere di una notte nella Baia di Ha Long, 15-30€ per tour giornalieri organizzati.
Consigli di viaggio
Contrattazione: è la norma nei mercati e per i servizi turistici non a prezzo fisso. Sempre con il sorriso e senza esagerare: state contrattando per pochi euro che per voi sono nulla ma per loro fanno la differenza.
Attraversare la strada: sembra impossibile, ma l’unico modo è camminare a velocità costante attraverso il traffico. Le moto vi eviteranno. Non fermatevi, non correte, non tornate indietro. Osservate come fanno i locali e seguiteli.
Cibo di strada: è sicuro e delizioso. Scegliete bancarelle affollate di locali, segno di freschezza e qualità. Portate sempre con voi salviettine disinfettanti.
Rispetto culturale: coprite spalle e ginocchia visitando templi e pagode. Togliete le scarpe prima di entrare in case e luoghi sacri. Le foto sono generalmente permesse, ma chiedete sempre il permesso prima di fotografare persone, specialmente minoranze etniche.
Acqua: bevete solo acqua in bottiglia. Ghiaccio nei locali turistici è sicuro, evitate quello dei venditori ambulanti.
Sim card: acquistatela in aeroporto. Con 5-10€ avrete GB illimitati per un mese, utilissimi per mappe, Grab e rimanere connessi.
A chi consigliamo il Vietnam
Il Vietnam è perfetto per chi cerca avventura senza rinunciare al comfort, per backpackers con budget ridotto e per viaggiatori luxury che vogliono esplorare una destinazione autentica. È ideale per coppie in luna di miele (resort a Phu Quoc, crociere romantiche nella Baia di Ha Long), famiglie con bambini (vietnamiti adorano i bambini, servizi adeguati, cibo adattabile), viaggiatori solitari (facile socializzare, sicuro, economico).
Gli amanti della storia troveranno tunnel di guerra, musei, cittadelle imperiali. I foodie vivranno il paradiso: cooking class, food tour, ogni pasto una scoperta. I fotografi non sapranno dove puntare la macchina tra risaie terrazzate, villaggi galleggianti, lanterne di Hoi An, volti delle minoranze etniche.
Per chi ama la natura: trekking montano, grotte spettacolari, parchi nazionali, spiagge tropicali. Per gli spiriti contemplative: templi buddisti, cerimonie religiose, paesaggi che invitano alla meditazione.
Il Vietnam è per chi non si accontenta di guardare, ma vuole immergersi, sporcarsi le mani, assaggiare tutto, parlare con la gente. È per chi accetta il disagio occasionale sapendo che dietro c’è sempre una ricompensa: il sorriso disarmante dei vietnamiti, la scoperta di un tempio nascosto, quel piatto di street food che diventa il ricordo più prezioso del viaggio.
Ci sono destinazioni che si visitano e si archiviano. Il Vietnam è un paese che si vive, che entra sotto la pelle, che lascia nostalgia appena ripartiti. È quel tipo di viaggio che divide la vostra vita in “prima” e “dopo”, quello che vi fa tornare a casa diversi, con gli occhi che hanno visto quanto può essere vario e sorprendente il mondo. E con la certezza che, prima o poi, dovrete tornarci.
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