Sam Francis: il vuoto al centro e il colore che esplode ai bordi

Sam Francis: il vuoto al centro e il colore che esplode ai bordi

Nel 1944, nell’ospedale militare di San Francisco, Sam Francis cominciò a dipingere mentre la schiena guariva dopo l’incidente aereo. Uscì pittore. A Parigi incontrò l’Informale europeo — Léger, Soulages, Riopelle. In Giappone dal 1957 trovò la teoria del vuoto nella sumi-e. Colore ai bordi, bianco al centro: la struttura dell’open center che organizza tutta la sua produzione matura. Muore nel 1994 a Santa Monica, con oltre duemila dipinti distribuiti in musei su tre continenti.

Edvard Munch: l'urlo, il fregio della vita e la solitudine come sistema

Edvard Munch: l’urlo, il fregio della vita e la solitudine come sistema

Il 22 gennaio 1892, Munch annotò nel diario l’esperienza che avrebbe tradotto in L’Urlo: il cielo rosso sangue, il fiordo nero, un urlo che attraversa la natura. La figura non urla — riceve l’urlo. Cresciuto sotto il segno della morte (madre, sorella, fratello), organizzò la sua produzione attorno al Fregio della vita: quattro capitoli su amore, angoscia e morte. Muore nel 1944 donando 1.850 dipinti a Oslo. Analisi dell’opera, della biografia e della fenomenologia dell’angoscia nella sua pittura.

Artemisia Gentileschi: la verità del gesto e la forza di un corpo che dipinge

Artemisia Gentileschi: il corpo come campo di battaglia e la pittura come risposta

Prima che il femminismo diventasse un movimento organizzato, Artemisia Gentileschi dipingeva donne che resistevano, che combattevano, che decapitavano gli oppressori. Prima donna all’Accademia del Disegno di Firenze, pittrice caravaggesca di straordinaria qualità: vita, opere e riscoperta critica della pittrice più importante del Seicento italiano.

Jackson Pollock: il gesto come forma e il caos come metodo

Jackson Pollock: il gesto come forma e il caos come metodo

Jackson Pollock non dipingeva alla tela: camminava intorno ad essa, sul pavimento, con una lattina in mano. Il dripping non è caos ma un sistema di gesti che produce ordine emergente su superfici di tre metri per cinque. Come Pollock ha trasformato la pittura in evento, il corpo in strumento e il processo in contenuto — e perché il pavimento del suo studio a Springs è ancora uno dei luoghi più importanti dell’arte americana del Novecento.