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Il Bicentenario de América fa 12 per celebrare l’indipendenza dell’Uruguay

Il Bicentenario de América fa 12 per celebrare l’indipendenza dell’Uruguay

Come accade nei migliori concerti, anche per il Bicentenario de América è stato richiesto il bis. Dopo la doppia edizione che ha animato l’Universidad de Piura a luglio e l’Ambasciata della Bolivia a Lima ad agosto, il grande progetto artistico ideato da Jaime Vallardo Chávez trova ora una nuova e suggestiva cornice urbana: piazza José Gervasio Artigas, nel cuore del distretto di Jesús María.

La scelta del luogo non è casuale: la XII edizione del Bicentenario de América è interamente dedicata alla celebrazione dei 200 anni dell’indipendenza dell’Uruguay, e si svolge sotto l’alto patrocinio della Municipalità di Jesús María e dell’Ambasciata dell’Uruguay in Perù. L’evento, inaugurato con la partecipazione di autorità diplomatiche, rappresentanti municipali e personalità del mondo culturale peruviano, trasforma uno spazio pubblico in museo a cielo aperto, rendendo l’arte accessibile a cittadini e visitatori.

Il Bicentenario de América è una manifestazione che cresce di prestigio e significato

Fondato dall’artista messicano di fama internazionale Jaime Vallardo Chávez, conosciuto come “l’artista delle monete mondiali”, il Bicentenario de América ha ormai superato i confini di semplice mostra itinerante per affermarsi come il più grande museo itinerante d’America. Con oltre 600 artisti in esposizione, provenienti da tutto il continente, la manifestazione si è consolidata come piattaforma di dialogo e di incontro, capace di rappresentare in forma visiva l’identità latinoamericana nelle sue molteplici voci e radici.

La XIII edizione acquista un valore ancora più simbolico grazie al riferimento a José Gervasio Artigas, padre della patria uruguaiana e leader spirituale della lotta per l’indipendenza. Collocare la mostra proprio nella piazza che porta il suo nome significa rendere omaggio non solo a una figura storica, ma anche a quell’ideale di libertà, uguaglianza e dignità che accomuna le battaglie di tutti i popoli latinoamericani.

«Celebrare l’Uruguay e Artigas nel cuore di Lima significa riconoscere che la nostra indipendenza non è mai stata un fatto isolato – ha sottolineato Jaime Vallardo Chávez – ma parte di un movimento continentale, che trova oggi nell’arte un nuovo linguaggio di unione e memoria collettiva».

Una visione collettiva che prende forma nell’arte

Gli ambasciatori dell’arte latinoamericana – pittori, illustratori, muralisti e creatori visivi di diversa provenienza – portano nelle opere una visione a 360 gradi delle identità nazionali e delle loro peculiarità. La grande forza del progetto è proprio quella di mostrare il terreno comune sul quale si innestano le diversità e le specificità di ogni popolo, evitando contrapposizioni e promuovendo invece un’idea di comunità.

A tenere insieme questo mosaico, c’è la mano del maestro Vallardo: attraverso la tecnica del boceto fusionado, ogni artista realizza la propria opera in dialogo con l’intervento del curatore, che innesta simboli, segni e tracce della propria poetica. Nascono così opere collettive che non cancellano l’identità del singolo, ma la amplificano, inserendola in un sistema di relazioni che diventa esso stesso atto creativo.

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Bicentenario de América

il Bicentenario: oltre che museo itinerante, è un laboratorio di diplomazia culturale

Il Bicentenario de América è oggi osservato con crescente attenzione non solo dal pubblico, ma anche dalle istituzioni culturali e dalle diplomazie latinoamericane. Non è un caso che l’Uruguay abbia fortemente voluto ospitare e sostenere questa edizione, riconoscendo nella manifestazione non soltanto un’esposizione d’arte, ma un vero strumento di diplomazia culturale.

La capacità del progetto di adattarsi a contesti diversi – università, ambasciate, spazi urbani, municipi – dimostra la sua natura polivalente: da un lato, mostra-museo itinerante; dall’altro, carovana storico-artistica che attraversa i Paesi del continente, rinnovando di volta in volta il dialogo con le comunità locali.

Con questa XIII edizione, il Bicentenario conferma la sua crescita inarrestabile e guarda già alle prossime tappe, con l’obiettivo di espandersi oltre i confini latinoamericani. «Il progetto è ormai maturo per varcare l’oceano e portare il nostro messaggio in Europa e in altre regioni del mondo – afferma Vallardo –. L’interesse dei media e delle istituzioni cresce di anno in anno: significa che stiamo costruendo qualcosa di solido, che appartiene non solo a noi ma a tutto il continente».

In un’epoca segnata da divisioni e conflitti, il Bicentenario de América riafferma così il ruolo dell’arte come ponte tra culture, generazioni e popoli, mantenendo viva la memoria e aprendo nuove prospettive per il futuro.

QUI TROVI IL LINK AL SITO WEB UFFICIALE DEL BICENTENARIO DE AMÉRICA

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