Ostuni: perché la città bianca è ancora un buon posto dove andare d’estate
Ostuni (in provincia di Brindisi, Puglia) è diventata famosa. Troppo famosa, direbbero in molti. Le case bianche calcinate, i vicoli stretti, la cattedrale gotica sulla sommità del colle: tutto questo è stato fotografato così tante volte che sembra di conoscerlo prima ancora di arrivarci. Eppure Ostuni resiste. Resiste perché è grande abbastanza da assorbire i flussi estivi senza perdere del tutto la sua identità, perché il mare è vicino ma non travolge il centro storico, e perché ha ancora angoli che le guide fotografiche non hanno ancora consumato.
Cosa vedere a Ostuni: centro storico e cattedrale
Il centro storico di Ostuni è un labirinto di vicoli bianchi che salgono verso la Cattedrale di Santa Maria Assunta (1435–1495), capolavoro del gotico pugliese con la facciata a rosone e un interno che sorprende per la qualità degli arredi barocchi. Vale la salita, anche solo per la vista sulla Valle d’Itria e sul Tavoliere che si apre dal sagrato.
Il Museo di Civiltà Preclassiche della Murgia Meridionale conserva i resti di Delia, donna del Paleolitico superiore (25.000 anni fa) trovata nei pressi di Ostuni nel 1991 in avanzato stato di gravidanza — uno dei reperti più significativi della preistoria pugliese. Il Convento delle Monacelle, oggi struttura ricettiva, conserva chiostri e affreschi seicenteschi visitabili su richiesta. Per chi vuole inserire Ostuni in un percorso più ampio sulla Puglia artistica, la lista delle 10 città d’arte italiane più importanti su IAJ include Lecce — a meno di un’ora — come tappa imprescindibile del barocco pugliese.
Il mare di Ostuni: Torre Guaceto e le spiagge
A quattordici chilometri dal centro storico, la Riserva Naturale di Torre Guaceto è una delle aree marine protette più importanti dell’Adriatico: acque cristalline, dune, macchia mediterranea, e una torre aragonese che dà il nome al sito. L’accesso alla riserva è regolamentato — numero di visitatori contingentato, tratti di spiaggia riservati alla fauna — il che significa che è rimasta relativamente intatta rispetto alle spiagge libere vicine.
Le spiagge più frequentate sono Rosa Marina e Villanova. Meno note ma spesso più belle: Pilone e Costa Merlata, accessibili solo in auto o bici. Il percorso naturalistico dell’Appennino raccontato su IAJ offre una prospettiva complementare su come natura e cultura si intreccino nei paesaggi italiani — logica che a Ostuni si declina tra ulivi millenari, muretti a secco e masserie.
li ulivi millenari di Ostuni: un paesaggio che è anche patrimonio
Prima del mare, prima del centro bianco, prima di qualsiasi altra cosa, Ostuni è gli ulivi. La campagna che circonda la città — la Murgia dei Trulli che scende verso la costa adriatica — è uno dei paesaggi olivicoli più antichi d’Europa. Gli olivi monumentali che punteggiano i terreni tra Ostuni e Fasano hanno età certificate che vanno dai mille ai tremila anni: non sono una metafora, sono alberi che erano già adulti quando i Normanni costruivano le prime chiese pugliesi. Alcuni esemplari hanno tronchi con circonferenze superiori agli otto metri, forme contorte che sembrano sculture, chiome che coprono superfici di cinquanta metri quadri.
Questo paesaggio ha una storia recente complicata. Il batterio Xylella fastidiosa, arrivato in Puglia intorno al 2013, ha colpito duramente gli oliveti salentini e si è avvicinato progressivamente alla zona di Brindisi e Ostuni. Molti degli ulivi monumentali del territorio sono sotto monitoraggio costante. Visitare oggi questi alberi non è solo un’esperienza estetica: è entrare in contatto con una delle più grandi emergenze fitosanitarie della storia agricola italiana, che ha già distrutto milioni di piante nel Salento e rischia di ridisegnare il paesaggio pugliese nei prossimi decenni.
Le masserie storiche che punteggiano questo paesaggio — molte delle quali oggi convertite in strutture ricettive o agriturismi — sono l’altro elemento fondante dell’identità territoriale di Ostuni. Architettonicamente, le masserie pugliesi sono sistemi complessi: torre difensiva, cappella, abitazione padronale, magazzini, palmenti per la lavorazione delle olive, tutto in un unico corpo murato che nel Seicento e Settecento funzionava come un’azienda agricola autosufficiente. Alcune — Masseria Il Frantoio, Masseria Montenapoleone — organizzano visite guidate agli oliveti e ai frantoi storici che consentono di capire il ciclo completo dell’olio, dalla raccolta alla spremitura, in contesti architettonici di rara qualità.
Come muoversi da Ostuni: Valle d’Itria e dintorni
Ostuni è il punto di accesso ideale per la Valle d’Itria: Alberobello (trulli UNESCO, 40 km), Locorotondo (borgo bianco, 35 km), Martina Franca (barocco, 30 km), Cisternino (uno dei borghi più belli d’Italia, 20 km). Con una settimana e un’auto si può costruire un itinerario che copre l’intera area senza passare due volte per la stessa strada.
Informazioni pratiche
- Centro storico Ostuni: accesso libero.
- Museo di Civiltà Preclassiche: Via Cattedrale 15. Contattare il Comune per orari aggiornati.
- Riserva Naturale Torre Guaceto: accesso regolamentato. Info su torreguaceto.it
- Come arrivare: in auto da Brindisi (35 km), da Bari (85 km). In treno: stazione Ostuni sulla linea Bari–Lecce, poi navetta o taxi per il centro.
- Aeroporto più vicino: Brindisi (BDS), 35 km.
- Periodo consigliato: giugno e settembre per evitare il picco. Agosto è possibile ma affollato
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